C O M U N I C A T O S T A M P A

Il leader della Fimmg, Mario Falconi, sul "nuovo" caso venuto alla luce in Venetoaa

GLI "ASSISTITI FANTASMA" FANNO PAURA SOLO AI MEDICI DI FAMIGLIA

"I medici di famiglia, ormai, sono letteralmente terrorizzati dai cosiddetti "assistiti fantasma", perché sono i primi e forse gli unici a essere realmente penalizzati da queste vicende delle quali non hanno alcuna colpa".

È così che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, commenta il "nuovo" caso venuto alla luce in questi giorni in Veneto.

"Per l’ennesima volta – aggiunge Falconi – i medici di famiglia si trovano da una parte a essere vittime di accuse che non meritano minimamente e dall’altra di una situazione che li penalizza anche economicamente".

"Tanto per rimanere in Veneto - ricorda il leader della Fimmg - la legge regionale n.78 del 25 ottobre 1979 obbliga i Comuni a comunicare alle Asl competenti per territorio le notizie anagrafiche della popolazione utili alla programmazione sanitaria e socio-assistenziale e per la gestione dei servizi. Inoltre, i dati relativi alle variazioni anagrafiche devono essere trasmessi dai Comuni alle Asl mensilmente, secondo la circolare del ministero dell'Interno n. 151 del 15 febbraio 1986, richiamata in una nota regionale dell’agosto dello stesso anno. Infine, un'altra circolare dell'assessore alla Sanità del Veneto del ‘94 prevede che le Asl si facciano carico di sollecitare il tempestivo invio delle comunicazioni da parte dei Comuni, dando corrette e tempestive informazioni ai cittadini perché mettano a punto le loro situazioni assistenziali e prevede che, nel caso in cui le Asl non si attivino in questo senso, non possano pretendere il recupero di tutte le quote. Anche le odierne dichiarazioni dell'assessore alla sanità Braghetto che "si sta operando in modo articolato e strutturale per informatizzare il Sistema sanitario regionale e quello delle Ullss", dimostrano inequivocabilmente da quale parte stanno le responsabilità".

Insomma, chiede Falconi, "come mai sono considerati colpevoli i medici, indagati addirittura per truffa, e nulla viene addebitato ai Comuni e alle Asl, ai quali spettava e spetta aggiornare e controllare gli elenchi dei pazienti in carico a ciascun medico? E perchè quando, molto più frequentemente, ai medici non vengono pagate quote di pazienti loro in carico, non "esplode" nessun caso? I medici – sottolinea il segretario nazionale della Fimmg - sono le vere vittime dell’inefficienza delle amministrazioni pubbliche, si trovano a dover restituire somme anche ingenti (senza contare che i medici massimalisti, oltre che perdere soldi, non possono sostituire i pazienti defunti o trasferitisi a loro insaputa) e subiscono ricorrentemente un danno d'immagine per colpe altrui. Ma come mai, pur esistendo già contenziosi legali, ogni tanto scoppiano questi casi? Chi si intende colpire? Il Servizio sanitario nazionale o il medico di famiglia, che tutti i sondaggi dimostrano essere la figura più gradita al cittadino, o entrambi?".

"Se poi da questi casi dovessero emergere illegalità da parte di singoli medici, la Fimmg – conclude Falconi - non ha altro da dire che chiunque commetta tali illegalità deve essere perseguito, anche perché si rende complice di chi vuole gettare discredito su tutta la categoria".