Mario Falconi, leader dei medici di famiglia, conferma il "no" alla sostituibilità dei medicinali prevista dalla convenzione con le farmacie.

Roma, 29 ottobre 1998

LA SOSTITUZIONE DEL FARMACO DEVE ESSERE UN'ECCEZIONE CONCORDATA CON IL MEDICO

"La sostituzione di un medicinale prescritto dal medico con un altro "a scelta" del farmacista è inaccettabile, a meno che lo stesso medico non sia d'accordo".

Il leader dei medici di famiglia, Mario Falconi, ribadisce così la netta contrarietà della Fimmg , alla norma contenuta nella convenzione con le farmacie che consente la sostituzione, da parte del farmacista, del medicinale prescritto dal medico con un altro analogo.

L'eventuale disponibilità del medico a consentire la sostituzione in caso di necessità, aggiunge Falconi, potrebbe essere dichiarata già nella stessa ricetta o anche attraverso un "dialogo" (anche telefonico) fra il farmacista e medico.

"L'esperienza ci insegna - spiega il Segretario nazionale della Fimmg - che spesso i pazienti, soprattutto quelli anziani, si "affezionano" al prodotto che sono abituati a prendere, anche dal punto di vista "estetico" e cambiare formato o colore della confezione induce confusione e anche diffidenza nei pazienti. E questo può avere ricadute negative sull'andamento della terapia".

Perciò, contro questa norma la Fimmg intraprenderà "tutte le strade possibili, anche legali, per renderla inefficace".

"Con la Federfarma - conclude poi il Segretario nazionale dei medici di famiglia - stavamo portando avanti un dialogo costruttivo che consentisse, coordinandoci, di meglio assistere il cittadino. Eravamo anche vicini a concordare un protocollo d'intesa in questo senso. Ma questa norma rischia di essere un macigno insuperabile e di recludere questo percorso comune".