COMUNICATO STAMPA DEL 15 GIUGNO 1998

"La libertà d’opinione non si tocca, ma le menzogne vanno denunciate"

"La libertà d’opinione e di critica non equivalgono alla licenza di diffondere notizie false e menzogne che creano preoccupanti quanto ingiustificati allarmismi nell’opinione pubblica e, nella fattispecie, tra i medici di famiglia. Nè la Fimmg né io personalmente abbiamo mai, neanche lontanamente, inteso limitare la libertà di chicchessia di esprimere le proprie opinioni, ma non possiamo restare inerti di fronte a menzogne che vengono strumentalmente contrabbandate per verità".

È così che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il più rappresentativo sindacato dei medici di famiglia, replica alle lamentazioni che un piccolo sindacato ha levato in questi giorni dopo l’esposto-denuncia presentato dalla Fimmg contro alcuni suoi esponenti.

Questi ultimi, ricorda Falconi, avevano fatto circolare la falsa notizia secondo la quale lo scorso 26 maggio il Parlamento avrebbe approvato un disegno di legge "che prevede – si legge per esempio in una lettera inviata da uno di questi ai presidenti degli Ordini dei medici della sua regione, la Toscana – l’incompatibilità assoluta con altra attività libero-professionale da parte del medico di medicina generale". Ebbene "è una notizia, questa, assolutamente falsa – sottolinea con forza Falconi – che non può non creare scompiglio e preoccupazione ingiustificati nella categoria. Quindi abbiamo presentato l’esposto alla Procura di Firenze e a quella di Milano, affinché accerti se nella sua diffusione si possano ravvisare estremi di reato".

"Che la notizia sia falsa – continua il segretario della Fimmg – risulta evidente dalla lettura del testo approvato dalla Camera, ma, se non bastasse, lo confermano anche deputati della Commissione Affari sociali appartenenti a diversi gruppi politici, della maggioranza e dell’opposizione, i quali hanno sottoscritto un documento che esclude l’interpretazione strumentale data da chi sembra avere l’unico scopo di disorientare la categoria".

"Se poi il ministro, a prescindere da quanto è scritto nella delega, intenderà proporre e perseguire ipotesi di incompatibilità tra libera professione e convenzionamento con il Ssn per i medici di famiglia – conclude Falconi – stiano tranquilli i medici che la Fimmg sarà la prima a difendere i loro diritti in tutti i modi e tutte le sedi consentite".