12 settembre 1997

LETTERA DI M.FALCONI ALLA DIREZIONE DEL MESSAGGERO IN REPLICA ALL' ARTICOLO UNA PASSATA DI STRACCIO E DUE RICETTE DEL 12 SETTEMBRE 1997

Gent.mo dott. Pietro CALABRESE Direttore del Messaggero Via del Tritone 162, ROMA

Egregio Direttore,
a nome mio personale e dei 30.000 medici aderenti alla mia organizzazione, Le esprimo profonde indignazione per quanto pubblicato nel giornale da Lei diretto in data odierna "Una passata di straccio e due ricette " a firma di Luca Bussi La Dr.ssa Teresa Petrangolini ha ritenuto cortesemente di farmi conoscere il testo della lettera a Lei inviata, ciò mi consente di evitare inutili ripetizioni. Non mi pare che nella specifica sia stata rispettata la deontologia professionale da pane del giornalista In questione. Le assicuro che la stragrande Maggioranza dei medici di famiglia italiani e romani svolgono un servizio importante ed alto livello professionale ed estremamente gradito ai cittadini. In merito alla condotta del medico" di famiglia della ASL RM B, se le notizie riportate rispondono a verità crediamo che il professionista debba essere inquisito dalla prevista commissione di discipina e, ove colpevole, sanzionato. Mi farebbe piacere sapere da Lei cosa è previsto per i giornalisti che sbagliano nell'espletamento del loro esercizio professionale.
Cordiali Saluti.

Mario Falconi



LETTERA DEL TRIBUNALE DEI DIRITTI DEL MALATO AL MESSAGGERO PER L'ARTICOLO
"una passata di straccio e due ricette"

12 settembre 1997
Al direttore del Messaggero

Caro direttore,
Desidero rettificare alcune affermazioni a me erroneamente attribuite nell'articolo del 12 settembre "Una passata di straccio e due ricette". Nel ribadire i fatti da noi stessi denunciati e relativi al comportamento inaccettabile di un medico di famiglia latitante sostituito dalla donna delle pulizie nella compilazione delle ricette, vorrei chiarire che un conto è dire che già in altri casi abbiamo avuto segnalaziori di analoghi comportamenti' scorretti da parte dei medici un conto farmi affermare che si tratta di situazioni correnti, che si verificano spesso, come fossero prassi abituali dei medici. Questo modo di presentare le cose non è nel nostro stile che è sempre stato orientato a far emergere le contradddizioni" di un sistema sanitario che non punisce i disonesti e, allo stesso modo, non valorizza chi il proprio dovere lo fa fino in fondo.
Proprio Per ovviare a questa situazione circa un anno e mezzo fa il Tribunale per i diritti del malato ha avviato un rapporto di collaborazione con la FIMMG, sindacato maggiormente rappresentativo dei medici di famiglia, al fine di contribuire, nell'interesse dei cittadino, al miglioramento della qualità. Ed è proprio per dare minimo di costruttività all'articolo che avevamo chiesto che fosse intervistato anche un rappresentante della FIMMG, cosa che non è stata fatta
Segnalo, infine, che nell'articolo sono riportate le norme di comportamento dei medici di famiglia che vengono attribuite alla convenzione con il servizio sanitario, e che invece sono contenute in un nostro accordo con la FIMMG.

Distinti saluti
TERESA PETRANGOLINI