Il leader della Fimmg, Mario Falconi, nettamente contrario alla possibilità per il farmacista di sostituire i medicinali prescritti dal medico di famiglia

Roma, 28 ottobre 1998

UN "ESPROPRIO" DEONTOLOGICAMENTE INACCETTABILE

«Potrebbe configurarsi come un "esproprio" deontologicamente inaccettabile della responsabilità terapeutica che il medico si assume nei confronti del suo paziente. Per questo siamo assolutamente contrari a questa decisione che è stata presa, ancora una volta, senza che venissimo consultati».

È così che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia, commenta la facoltà concessa ai farmacisti - dalla nuova convenzione con le farmacie private - di sostituire i medicinali prescritti dal medico: «Posso accettare il rischio che il farmacista sostituisca un farmaco che io ho prescritto con un altro che ha lo stesso principio attivo, ma eccipienti diversi ai quali il mio paziente potrebbe essere allergico? E di chi dovrebbe essere la responsabilità di eventuali conseguenze negative?». È vero, ricorda Falconi, che in altri Paese la sostituibilità è consentita, ma a precise condizioni: «In Francia, per esempio, il farmacista ha questa possibilità, ma solo se nella ricetta non c’è l’indicazione contraria del medico».

Insomma «mentre da una parte si sostiene, a parole, di voler valorizzare la figura del medico di famiglia quale figura cardine del sistema sanitario italiano – sostiene il leader della Fimmg - dall’altra parte gli si toglie di fatto il ruolo di controllo sulla terapia!».

«In ogni caso – conclude Falconi – si perpetua la pessima consuetudine di non interpellarci prima di prendere decisioni che ci interessano direttamente. Siamo sempre stati disponibili al confronto, anche sul piano del contenimento della spesa, se questo è il senso della misura contenuta nella convenzione delle farmacie. Ma non a rischio della salute dei nostri pazienti».