Roma, 30 settembre 1999

C O M U N I C A T O   S T A M P A

Il commento di Mario Falconi alla “indagine” apparsa su Altroconsumo
«INDAGINI FASULLE ALLA RICERCA DELL’AUDIENCE A TUTTI I COSTI»

 

    «Insignificante e anche un po’ patetica»: è con questi aggettivi che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, commenta la “notizia”, rilanciata ieri sera dal TG1 delle 20,00, di una sorta di “indagine” apparsa su Altroconsumo secondo la quale i medici di famiglia risulterebbero poco affidabili.
   

    «Spacciare per “indagine” l’essersi rivolti a 68 (sessantotto!) medici di famiglia in otto regioni (perché solo otto?) e avere la presunzione di trarne simili conclusioni – spiega Falconi - mi sembra davvero un’operazione assolutamente mistificatrice: i medici di famiglia italiani sono oltre 50.000 e perciò il “campione” testato equivarrebbe sì e no allo 0,001 per cento! E solo una parte avrebbe avuto un comportamento “censurabile”. È vero che le analisi statistiche hanno raggiunto ormai livelli altissimi di sofisticazione e i campioni rappresentativi sono sempre più ridotti, ma proprio per questo – prosegue il leader dei medici di famiglia – ci sembra molto più corretto attenersi ai risultati di indagini “vere” svolte da istituti di ricerca scientificamente affidabili; e da tutte quelle condotte negli anni passati risulta sempre che il medico di famiglia è il professionista più gradito ai cittadini italiani; basta andarsi a guardare, tanto per fare un esempio, l’indagine presentata pochi mesi or sono dal ministero della Sanità».

    «Quel che è patetico – spiega poi Falconi – è che per conquistare “audience” si faccia un uso strumentale di “notizie” che tali non sono perché destituite di ogni fondamento sia nella realtà sia nella metodologia sia per l’ignoranza di chi le propina. Tanto per spiegarci, bisognerebbe per esempio sapere che, nel rapporto di fiducia e di conoscenza che si forma e consolida negli anni tra l’assistito e il suo medico di famiglia, è chiaramente comprensibile che quest’ultimo si presti a dare consigli al suo paziente anche per telefono …».

    «Ci spiace davvero e ci preoccupa che una simile mistificazione sia stata operata da un’associazione che dice di voler tutelare i consumatori, ma – prosegue il segretario nazionale della Fimmg – in questa vicenda ci sono almeno altre due cose che preoccupano. La prima è che il TG1 abbia ritenuto questa presunta notizia degna di essere rilanciata nell’orario di massimo ascolto anche se, correttamente, ci ha dato facoltà di replica; la seconda è che, così facendo, ci si rende complici, consapevoli o no, di chi attacca i medici di famiglia per delegittimarli con l’obiettivo ultimo di demolire il Servizio sanitario nazionale a favore di interessi non sempre “trasparenti” né legittimi. Con buona pace della tutela dei consumatori!».

    «In ogni caso - conclude Falconi – siccome la nostra non intende affatto essere una difesa corporativa, confermiamo l’impegno nella costante “ripulitura del cesto” da quelle poche “mele marce”, che inevitabilmente esistono nella nostra come nelle altre categorie e che costituiscono il pretesto per infangarla tutta ingiustamente».