COMUNICATO STAMPA DEL 22 DICEMBRE 1997
TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO: I CITTADINICOME CARNE DA MACELLO NELLA DISPUTA SUI FARMACI Dl BELLA
In merito alle ormai accesissime polemiche attorno alla somministrazione dei farmaci antitumorali, proposti dal prof. Di Bella, è intervenuto il Tribunale per i diritti del malato, tramite Teresa Petrangolini, Segretario Nazionale.
Fino ad ora il Tribunale per i diritti del malato non ha voluto intervenire sulla questione Di Bella, ritenendo che fosse compito della comunittà scientifica dare una risposta certa ai cittadini e che scendere in campo potesse diventare oggetto di strumentalizzazioni da parte delle varie fazioni. Ora riteniamo invece che non si possa più tacere per due motivi. Innanzitutto, perché riceviamo continue richieste dai cittadini comuni e dai responsabili delle nostre sedi locali che vivono nella confusione totale e chiedono chiarimenti sul da farsi per fornire informazioni e aiuto ai malati di tumore. In secondoluogo perché mi sembra che si sia pasato il segno e che i cittadini stiano diventando carne da macello di una disputa che si gioca sulla loro pelle. In particolare, pur non condividendo le accuse di cialtroneria fatte al Professor Di Bella ne la richiesta di sospensione dei farmaci fatta dal Consiglio Superiore di Sanità non è ammissibile ed è contro gli interessi degli utenti il comportamento dei professore, che rifiutando ogni dialogo e ogni controllo sul suo lavoro, sta portando la situazione ad un punto di esasperazione massima utilizzando chi è bisognoso di cure come massa di manovra per la sua battaglia.
Il comportamento di Di Bella è inoltre particolarmente pericoloso, perché, non accettando la sperimentazione, impedisce di fatto il riconoscimento della sua sua cura che, se valida, potrebbe presto essere utilizzata da molti pazienti che oggi ne sono esclusi. Nessuno però può nascondersi dietro in dito, nemmeno il governo con I suoi organismi scientifici, che comunque devono procedere con determinazione al controllo dei risultati, evitando di entrare nelle polemiche tra cattedratici, superando le lentezze e i meccanismi burocratici e chiedendo il conforto della comunità scientifica internazionale . Il Ministero deve inoltre dare maggiori chiarimenti del perché il farmaco sia di esclusiva distribuzione ospedaliera ad un prezzo di listino così alto, scontato poi per gli stessi Ospedali. Questo fatto sta producendo un circuito speculativo di cui sono vittime gli utenti, i quali, se non possono andare all'estero e non potendo comunque avere la somatostatina in ospedale se la devono procurare a un prezzo altissimo per vie non sempre lecite. Ci aspettiamo, inoltre, un grande senso di responsabilità da parte della Farmindustria, perché, con la prossima scadenza del brevetto della serono non vorremmo che si scatenassero gli appetiti di quanti nell' industria Farmaceutica vogliono fare di un dramma un occasione di lucro.