Roma, 31 ottobre 2000

Il Segretario Generale Nazionale

Lettera aperta
Al Presidente della Simg
Dr. Claudio Cricelli


Caro Claudio,
prendo atto di una strategia che puntualmente si ripete e che, mio malgrado, essendo tutti i giorni in trincea a difendere la medicina generale, devo commentare. Purtroppo si è giunti ad un punto di tale bassezza morale che il tacere rischierebbe di determinare sconcerto soprattutto in quei medici di famiglia che seguono distrattamente il quotidiano dibattito sulle varie tematiche afferenti la nostra professione.

Alcuni mesi fa sulla rivista della Simg dopo il tuo editoriale apparve lo sciagurato articolo “Convenzione Nuova? No, solo nuova Convenzione!” a firma di Ovidio Brignoli . Recentemente, in data 28 ottobre u.s. sul vostro Sito avete diffuso due articoli uno a tua firma dal titolo “I Paria” e l’altro a firma di Ovidio Brignoli “Prometeo va ancora ad Acapulco” che, oltre a contenere macroscopiche bugie, è talmente offensivo nei riguardi della Fimmg, di tutti i suoi Dirigenti e del sottoscritto da sembrare quasi incredibile.

Nei tantissimi anni della mia, ritengo onorata, vita professionale e sindacale mai nessuno, nemmeno i più acerrimi avversari, si era spinto ad affermazioni del tipo:…”senza entrare nei dettagli mi pare di poter osservare che Farmindustria e Fimmg accettano l’idea che un ” medico generico” sia un trascrittore (nella migliore delle ipotesi ) acefalo il quale si merita di essere invaso da colonie di informatori scientifici ...”. Semmai le critiche che abbiamo avuto in questi anni si sono sempre riferite ad un nostro presunto eccessivo e ostentato orgoglio per il ruolo professionale di medici di famiglia. Falsa è per altro l’affermazione che:…” grazie ad una operazione di “concertazione” tra Farmindustria e Fimmg è stato approvato il nuovo codice deontologico leggendo il quale abbiamo finalmente capito l’essenza...”

Mi corre a questo punto l’obbligo di ricordarti che:

Confidando nella tua onestà intellettuale e evitando di inviarti altra documentazione, sono certo che concorderai con me che la Fimmg non ha mai condiviso, ne intende condividere, il codice deontologico di Farmindustria nella sua attuale stesura e che mi pare sia stata l’unica a “parare la botta” nei caldi mesi estivi nel silenzio generale, in particolare della Fnoommceo.

Stiamo lavorando alacremente, anche con Farmindustria, per provare a governare insieme un settore tanto delicato e che tanti problemi ci ha procurato e continua a procurarci (sarei ben felice di vederti intorno al tavolo che ho richiesto e ottenuto dal Ministro Veronesi). Sii certo che, tra le conquiste di questi anni che la medicina generale ha avuto per merito della Fimmg, inseriremo anche quella di mettere su un piano di pari dignità tutti i medici italiani qualunque sia il loro ruolo professionale rispetto alla sperimentazione clinica e all’aggiornamento professionale.

Condividendo, per altro, molte delle cose da te scritte nell’articolo “I Paria” e onde evitare ulteriori problemi, mi aspetto che l’articolo di Ovidio Brignoli venga ritirato con delle scuse formali, in caso contrario mi vedrò purtroppo costretto a dare mandato al nostro ufficio legale di sporgere querela per le notizie diffamatorie nei riguardi della Fimmg contenute nel succitato articolo.

Da ultimo vorrei capire, alla luce di questo ennesimo sconsiderato attacco alla onorabilità e credibilità di tutta la famiglia Fimmg, il senso del colloquio, richiesto da te e Ovidio e avuto con me nella nostra sede nazionale in data 18 ottobre u.s. con il quale prefiguravi, nonostante le conflittualità pregresse, possibili future intese

Cari saluti.

Mario Falconi


Allegati

Roma, 13 settembre 2000

Il Segretario Generale Nazionale

Egr. Dott. Ivan Cavicchi
Direttore Farmindustria
Roma

APPUNTI SU CODICE FARMINDUSTRIA

Punto 1.8 definisce il medico di famiglia "medico generico"
Punto 2.15 Limita la fornitura di strumentazione medica a Istituti universitari, ospedali e case di cura - sono esclusi gli Enti (aziende sanitarie, distretti, ecc.) cui compete l'assistenza territoriale.
Punto 3.6 e punto 3.12 Limita la partecipazione dei medici di famiglia e dei farmacisti ospedalieri ai congressi e la concede solo agli specialisti. I medici di medicina generale sono esplicitamente esclusi. Se non è etico un rapporto individuale questo non lo è neppure per il singolo ospedaliero e per il singolo universitario, anzi proprio queste figure spesso sono tramite di un certo tipo di induzione, per effetto del quale il medico di famiglia si ritrova in rapporto conflittuale con l'assistito.
Punto 3.15 Le riunioni a livello locale possono essere fatte solo da medici universitari od ospedalieri in qualità di relatori. I MdF sono di nuovo esclusi.
Punto 4.2 I rapporti di collaborazione con i medici di famiglia sono consentiti solo con le Società scientifiche, attraverso le quali diventa possibile fare tutto. Condivisibile la necessità di mediare il rapporto con il singolo, ma discriminante deve essere l'eticità degli obiettivi dell'iniziativa e del modo di realizzarla, non le caratteristiche statutarie dell'ente intermediario.
Stanti le cose sopra evidenziate - di fatto il codice "indica" come pericolo principale il medico di famiglia e il farmacista ospedaliero (che però è citato una volta sola), mentre lascia mano sostanzialmente libera nei confronti degli ospedalieri e degli universitari.
Una presentazione congiunta ci porterebbe quindi ad avallare principi da noi non condivisibili ed esporrebbe la Fimmg a legittime critiche da parte degli iscritti.
Più che un'unica pubblicazione contenente i due codici, forse conviene farne due e scambiarsele in conferenza stampa, esprimendo il proposito di confrontarle e raccordarle, in collaborazione con associazioni di cittadini, per offrire al codice di Farmindustria, recentemente presentato, occasioni di perfezionamento. Si potrebbe nella conferenza stampa anche esprimere il proposito di adoperarsi insieme per la rapida costituzione della Commissione ministeriale che la Fimmg ha già richiesto ed ottenuto dal Ministro, e per esercitare pressioni sul potere legislativo al fine di stimolare il recepimento nelle leggi dei principi e delle norme che potranno essere condivise.
Obiettivo comune potrebbe essere anche la regolamentazione della partecipazione dei medici di famiglia alla sperimentazione in fase III e IV, per recuperare il ritardo dell'Italia rispetto agli altri paesi europei.

Cari saluti.

Mario Falconi


Il comunicato contiene degli allegati:
La lettera di risposta del Ministro della Sanità del 25.08.2000
Il Protocollo d'intesa con Farmindustria

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