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55° Congresso Nazionale - 2° Congresso Scientifico 3 - 9 novembre 2003 Salsomaggiore Terme (PR) |
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A proposito della nuova ricetta per la prescrizione dei farmaci antidolore
FALCONI: "LE MINACCE DEL MINISTRO NON SERVONO, OCCORRE MIGLIORARE LA FORMAZIONE"
"Le minacce servono a poco, quello che occorre davvero è creare le condizioni affinchè anche tra i medici cresca la consapevolezza che la terapia del dolore è essenziale nella qualità di vita delle persone malate, anche e soprattutto in quelle che sono vicine a concluderla. E' una questione che va affrontata in termini culturali e di formazione, non con le minacce". Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia riunito a Salsomaggiore Terme per il suo 55° congresso nazionale, commenta così il comunicato del ministero della Salute diffuso nei giorni scorsi nel quale, a proposito dei nuovi ricettari, si sosteneva che "il rifiuto dei medici a ritirare i ricettari presso le Asl potrebbe essere perseguito come omissione d'atti d'ufficio, ai sensi dell'articolo 328 del Codice penale, perchè impedisce l'ausilio-soccorso necessario al paziente". Le sanzioni, nel caso, andrebbero da un minimo di 6 mesi a 2 anni di carcere. Nel nostro Paese il dolore delle persone malate potrebbe essere curato in nove casi su dieci, ha ricordato Falconi, ma di questi ben il 60-70% non riceve trattamenti adeguati. "Sono anni - ha aggiunto - che denunciamo la scarsa diffusione della cure contro il dolore, alla cui base sono essenzialmente due problemi: la cultura dei cittadini che hanno paura di certi farmaci come la morfina, perchè la identificano come farmaco dei malati terminali, e la scarsa informazione dei medici''. La questione del ricettario, dunque, per Falconi non è decisiva e comunque "a volte i medici sono costretti a fare chilometri per andare a ritirarlo". Perciò, se si vuole che lo si utilizzi, "basterebbe inviarlo a casa dei prescrittori, senza bisogno di minacciarli". Il nodo da sciogliere è piuttosto quello della formazione-informazione dei medici. "Su questo dovrebbe puntare il ministro - conclude Falconi - utilizzando per esempio l'arma dell'Ecm, i cui crediti formativi potrebbero essere parzialmente destinati a colmare questa carenza". Per ulteriori informazioni: 339 6619440 (Michele Musso, addetto stampa Fimmg).