Villasimius (CA) 8 ottobre 2004
COMUNICATO STAMPA
Dal 56° Congresso nazionale della Fimmg
A proposito di articoli apparsi su alcuni quotidiani
CIFRE IN LIBERTA’ CHE DANNEGGIANO I CITTADINI E L’INFORMAZIONE
“Purtroppo c’è ancora chi pubblica notizie sbagliate senza riflettere sulle conseguenze negative per gli stessi lettori”. E’ l’amara considerazione di Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato della categoria, riferendosi agli articoli apparsi oggi su alcuni giornali, secondo i quali i medici di famiglia massimalisti (cioè con 1.500 assistiti), in base al prossimo accordo di lavoro con il Ssn (peraltro ancora da definire) potrebbero dedicare a ciascuno dei loro pazienti una “media” di 40 secondi a fronte di guadagni che arriverebbero a 5 mila euro al mese. “La realtà non è affatto questa – sottolinea Falconi – e anzi stiamo lavorando affinché il nuovo accordo di lavoro rafforzi i diritti e le tutele dei cittadini. Oltretutto se ciò che è stato scritto fosse vero – aggiunge il segretario nazionale della Fimmg – sarebbe offensivo per i cittadini stessi perché la logica conseguenza dovrebbe essere la fine della medicina di famiglia e non, invece i lusinghieri risultati di molte indagini e studi che dimostrano quanto grande sia il gradimento che abbiamo da parte della popolazione. E, in ogni caso, in Italia il ‘carico’ medio per ciascun medico di famiglia è di 1.100 assistiti ”.
“Anche per quanto riguarda i nostri compensi, le cose non stanno come sono state scritte – replica Falconi – e lo stesso presidente della Sisac, Luigi Covolo, le ha smentite. Non solo non è corretto fare “medie” così grossolane e fuorvianti sui tempi che noi dedichiamo ai nostri assistiti – aggiunge Falconi - ma non lo è nemmeno dare certe cifre sui nostri presunti guadagni, che tali non sono perché vanno depurati dalle spese che ciascuno di noi sostiene, dall’affitto dello studio alla segretaria e quant’altro”