Villasimius (CA) 8 ottobre 2004
COMUNICATO STAMPA
Dal 56° Congresso nazionale della Fimmg, indagine s strutture e attrezzature
GUARDIA MEDICA: ‘DIGNITOSA’ SOLO UNA SEDE SU DIECI
Solo un punto di Guardia medica su dieci ha una sede “dignitosa”; per il resto sono spesso ambienti fatiscenti, hanno impianti non a norma, mancano di attrezzature e materiali, con i pazienti costretti a fare la fila in piedi nei corridoi.
È, questo, un “dettaglio” dello sconfortante quadro delle strutture e dotazioni delle sedi di Continuità assistenziale (l’ex Guardia medica), emerso da un sondaggio condotto su 1782 medici di Gm dal relativo settore della Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia e del territorio. I risultati del sondaggio sono stati illustrati oggi nell’ambito del 56° Congresso nazionale della Fimmg che si sta svolgendo in questi giorni a Villasimius (Cagliari) da Antonio De Luca, segretario nazionale della Continuità assistenziale della Fimmg, e dai vicesegretari Silvestro Scotti e Domenico Crisarà.
“Nelle sedi di Guardia medica manca tutto – ha spiegato Crisarà – e molti colleghi, la sera prima di andare al lavoro, mettono in valigia non solo i farmaci ma anche le lenzuola di casa, da usare per il lettino delle visite’’. Nel 90% dei casi nelle sedi “manca di tutto, dal filo di sutura all’apparecchio per misurare la pressione’’ spiegano i medici. Non solo, ma nell’86% dei casi i locali vengono condivisi con altri servizi , dalla sala prenotazioni al corridoio del Pronto soccorso. Impianti non a norma e assenza di sala di attesa riguardano il 45% delle sedi, mentre i bagni sono in comune tra assistiti e operatori nel 30% dei casi e nel 13% si trovano anche lontano dalle sedi.
La Guardia medica – ha ricordato quindi De Luca – svolge un ruolo fondamentale per l’assistenza primaria ai pazienti. Ma le condizioni in cui lavoriamo sono indecorose e di totale abbandono, da tutti i punti di vista: logistico, di sicurezza personale ed economico. La metà dei medici di continuità assistenziale è precaria’’.
Alle Istituzioni i medici di Continuità assistenziale della Fimmg chiedono più attenzione: ‘’Bisogna avere il coraggio di intervenire: anche di chiudere il servizio se non si riesce a dare ai medici gli strumenti per lavorare bene e assicurare ai cittadini un’assistenza adeguata’’.