Giardini-Naxos (ME), 8 novembre 2002

Comunicato Stampa n.1

COMUNICATO STAMPA

Da Giardini-Naxos, dove si svolge il 54° Congresso della Fimmg

FINANZIARIA:
I MEDICI DI FAMIGLIA AL PARLAMENTO, NON PERDETE LA BUSSOLA

“Sembra proprio che alcuni parlamentari della maggioranza abbiano perso la bussola, almeno per orientarsi nella sanità. Per fortuna che altri sembrano ancora averla”.

E’ così che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), commenta da Giardini-Naxos (ME) - dove è in corso il 54° Congresso nazionale del maggior sindacato dei medici di famiglia - le notizie che giungono da Roma sull’esame della legge finanziaria da parte della Camera.

“Dopo la notizia dell’incredibile ‘tangente’ che i colleghi della dipendenza dovrebbero pagare per esercitare la libera professione – spiega Falconi – ci giunge quella di un emendamento presentato da alcuni deputati della maggioranza secondo il quale i medici di famiglia dovranno presentare ogni mese alla loro Asl di riferimento un rapporto su quali e quanti farmaci avranno prescritto, quanti accertamenti diagnostici e quanti ricoveri. E se non lo faranno non verranno pagati! Francamente ci sembra davvero troppo e ci verrebbe persino da ridere se non si trattasse di una proposta formulata da un parlamentare nel corso dell’esame della legge finanziaria!”.

“Una misura del genere – spiega Falconi – avrebbe aggravato un carico burocratico già pesantissimo per il medico di famiglia e una cosa del genere non ce la saremmo proprio aspettata da chi, in campagna elettorale, aveva promesso di ‘snellire’ la macchina amministrativa pubblica. Inoltre, chi ha presentato l’emendamento forse non sa che i dati oggetto dell’eventuale rapporto sono già disponibili presso le Asl: basta andarli a cercare ed eventualmente ‘incrociare’ tra loro”.

“Meno male che l’emendamento è stato ritirato in extremis – prosegue il leader della Fimmg – perchè davvero avrebbe creato una conflittualità assolutamente evitabile. Nella malaugurata ipotesi che qualcun altro pensi di riproporlo, sappia che siamo pronti ad attuare tutti insieme forti forme di protesta, comprese quelle di disobbedienza civile collettiva”.