XENICAL
(ORLISTAT)
Recensione a
cura di E.Brizio eb98@multiwire.net
Lo XENICAL è un potente e prolungato inibitore delle lipasi gastrointestinali. Esercita la sua attività terapeutica nello stomaco e nel piccolo intestino formando un legame covalente con il sito della serina e delle lipasi gastriche e pancreatiche. L'enzima inattivato è pertanto incapace di idrolizzare i grassi alimentari, in forma di trigliceridi, in acidi grassi liberi assorbibili e in monogliceridi. Dato che i trigliceridi indigeriti non sono assorbiti, il risultante deficit calorico ha un effetto positivo sul controllo del peso corporeo. L'assorbimento sistemico è pertanto non necessario per la sua attività. Studi tossicologici su dosi singole e ripetute nei roditori e nei cani hanno dimostrato effetti simili dose-dipendenti tra le varie specie esaminate, nessuno dei quali può considerarsi rilevante nell'uso raccomandato nell'uomo. Nessuna mutagenicità o genotossicità è stata osservata in una batteria standard di 5 differenti studi a breve termine. Gli studi di carcinogenicità nei ratti e nei topi non hanno mostrato potenzialità cancerosa fino a 1000 mg/kg/die e 1500 mg/kg/die, rispettivamente. Tali dosi sono 125 volte superiori a quelle calcolate per l'uomo sulla base di mg/mq. Si verificò una diminuita incidenza di fibroadenomi mammari nelle femmine di ratto trattate con le dosi più elevate. Nessun effetto secondario negativo venne osservato negli studi di tossicità riprodotta, utilizzando da 62 a 241 volte la dose clinica raccomandata.
FARMACOCINETICA
Studi su volontari normali ed obesi hanno mostrato che
l'assorbimento dell'orlistat è minimo. Le concentrazioni
plasmatiche non sono misurabili (< 5mg/ml) otto ore dopo
l'assunzione orale. In genere, alle dosi terapeutiche, il
ritrovamento nel plasma di orlistat avvenne in modo sporadico e
le concentrazioni furono estremamente basse, senza evidenza di
accumulo, in accordo con l'ipotesi di un assorbimento
trascurabile. Il volume di distribuzione non è calcolabile dato
il minimo assorbimento. In vitro, l'orlistat si lega alle
proteine plasmatiche per oltre il 99% (lipoproteine e albumina,
in particolare). Possiede anche una minima capacità di penetrare
dentro gli eritrociti.
METABOLISMO
In base a studi animali, è probabile che il metabolismo
dell'orlistat avvenga prevalentemente nella parete
gastrointestinale. Da studi effettuati su obesi si è visto che,
della minima frazione che viene assorbita sistemicamente, due
metaboliti maggiori (M1 ed M3) rappresentano circa il 42% della
concentrazione plasmatica totale. I due metaboliti posseggono un
anello aperto estremamente debole con capacità minima di inibire
l'attività lipasica (rispettivamente 1000 e 2500 volte meno
dell'orlistat). Data questa attività scarsissima e dati i loro
bassi livelli plasmatici, questi due metaboliti sono
considerabili farmacologicamente inattivi.
ELIMINAZIONE
La principale via di eliminazione è quella fecale, sotto forma
di sostanza immodificata ed inassorbita. Circa il 97% della dose
somministrata viene eliminata con le feci, e di questa l'83% è
rappresentato da orlistat intatto. L'escrezione renale
rappresenta meno del 2% della dose somministrata. Il tempo
necessario per l'eliminazione completa (fecale e urinaria) varia
da 3 a 5 giorni, senza differenze apprezzabili tra i normopeso e
gli obesi. Orlistat, M1 ed M3 sono tutti soggetti ad escrezione
biliare.
INDICAZIONI
L'orlistat è indicato per il trattamento a lungo termine di
pazienti obesi in modo significativo, inclusi pazienti con
fattori di rischio associati all'obesità, in associazione con
una dieta leggermente ipocalorica. L'orlistat è efficace nel
controllo del peso a lungo termine (perdita di peso, mantenimento
del peso raggiunto e prevenzione del riacquisto di peso). Il
trattamento migliora i fattori di rischio e le comorbilità
associate all'obesità, inclusa l'ipercolesterolemia, il diabete
mellito non insulino-dipendente, l'alterata tolleranza glicidica,
l'iperinsulinemia, l'ipertensione arteriosa e la riduzione del
grasso viscerale.
DOSAGGI
E SOMMINISTRAZIONE
La dose raccomandata di orlistat è una capsula da 120 mg ad ogni
pasto principale (durante o fino ad un'ora dopo il pasto).Se il
pasto non viene consumato oppure non contiene grassi, l'orlistat
può essere tralasciato. I benefici dell'orlistat (compreso il
controllo del peso e il miglioramento dei fattori di rischio)
continuano anche con la somministrazione a lungo termine. I
pazienti dovrebbero essere sottoposti ad una dieta equilibrata,
leggermente ipocalorica che derivi circa il 30% delle calorie dai
grassi, con una grossa quantità di frutta e verdura.
L'assunzione di grassi, zuccheri e proteine deve essere
distribuita su tre pasti principali. L'aumento della dose oltre i
120 mg non ha dimostrato alcuna utilità aggiuntiva. Non si
devono ridurre le dosi nell'anziano. Da dosaggi fecali, si è
visto che l'azione dell'orlistat inizia da 24 a 48 ore dopo
l'assunzione. Interrompendo l'assunzione, i grassi fecali
ritornano ai valori basali in 48-72 ore.
MALATTIE
EPATICHE O RENALI
Non sono necessarie riduzioni di dosaggio
BAMBINI
E RAGAZZI SOTTO I 18 ANNI
La sicurezza e l'efficacia dell'orlistat nei bambini non sono
state stabilite.
CONTROINDICAZIONI
L'orlistat è controindicato in pazienti con malassorbimento
cronico ed in pazienti con ipersensibilità nota all'orlistat o a
qualsiasi altro componente delle capsule.
ATTENZIONI
E PRECAUZIONI
Non sono stati riferiti alcuna reazione avversa o rischi di
sicurezza correlati all'uso dell'orlistat durante un trial a
lungo termine (3300 soggetti trattati per 2 anni). I pazienti
dovrebbero essere avvisati di adottare un regime dietetico
controllato. La possibilità di eventi avversi gastrointestinali
può aumentare se l'orlistat è assunto assieme ad una dieta
particolarmente ricca in grassi (ad es. 2000 kcal/die con più
del 30% di grassi). L'assunzione di grassi deve essere
distribuita in tre pasti.
GRAVIDANZA
ED ALLATTAMENTO
La sicurezza dell'orlistat non è stata dimostrata in donne
gravide. In animali da esperimento non si sono verificati effetti
embriotossici o teratogeni associabili all'uso dell'orlistat.
Comunque, dato che le risposte negli animali non sono
sovrapponibili a quelle nell'uomo, l'orlistat non deve essere
usato in gravidanza a meno che i beneficio potenziale che se ne
ricava sia superiore ai rischi potenziali. L'orlistat non deve
essere assunto da donne che allattano, dal momento che non si sa
se viene escreto nel latte materno.
EFFETTI
SULLA CAPACITÁ DI GUIDA
Non sono stati riportati effetti sulla capacità di guida e
sull'uso di macchinari.
REAZIONI
AVVERSE
Non è stata stabilita la sicurezza dell'orlistat oltre i due
anni di somministrazione. Le reazioni avverse sono in massima
parte gastrointestinali e si riferiscono all'effetto del farmaco
sull'assorbimento dei grassi. Eventi comunemente osservati sono
flatulenza, urgenza defecatoria, steatorrea, aumento della
defecazione, incontinenza fecale, perdite grasse. L'incidenza di
questi effetti aumenta con l'aumento del contenuto di grassi
nella dieta, cosa di cui i pazienti devono essere avvisati. Il
consumo di quantità minori di grassi alimentari ridurrà tali
effetti negativi, e questo può costituire un aiuto per i
pazienti a regolare l'introduzione di grassi alimentari. Negli
studi effettuati, queste reazioni avverse non furono mai di
impedimento al proseguimento della terapia con orlistat, dal
momento che furono lievi e transitorie. Gli effetti
gastrointestinali capitano generalmente precocemente e la maggior
parte dei pazienti ha riferito un solo episodio. Solo il 3% dei
soggetti ha avuto esperienza di più di due episodi. In un
programma clinico di oltre 4000 pazienti trattati per oltre 2
anni, vennero riportati in totale 11 casi di cancro mammario,
tutti in donne di oltre 45 anni. Ci furono 10 casi di cancro
mammario nel sottogruppo trattato con orlistat (n=1063) ed 1 nel
gruppo del placebo (n=579). Nonostante il numero di cancri sia
stato molto piccolo, occorrono comunque ulteriori valutazioni.
Nel follow-up si trovarono altre due pazienti con cancro mammario
nel gruppo trattato con orlistat, ed altre due nel gruppo del
placebo. Per 6 pazienti del gruppo trattato erano disponibili
mammografie effettuate precedentemente all'inizio dell'assunzione
di orlistat, ed in 4 di queste pazienti un riesame accurato delle
mammografie rivelò la presenza di cancro prima misconosciuto. La
maggior parte dei carcinomi riscontrati era di 25 mm di diametro,
e dal momento che una singola cellula cancerosa impiega da 8 a 12
anni a divenire un tumore di 10 mm, è chiaro che i cancri erano
tutti precedenti l'inizio della terapia con orlistat. In totale,
sui 12 casi di cancro mammario riscontrati nel gruppo trattato
con orlistat, 9 erano sicuramente preesistenti all'inizio della
terapia. In conclusione, si verificarono 3 casi di cancro,
potenzialmente attribuibili all'uso dell'orlistat, in un gruppo
di 1063 pazienti. Studi epidemiologici suggeriscono che, se
l'orlistat fosse un promotore di cancro, ci si dovrebbero
aspettare altri cancri, mentre non si verificarono né altri
nuovi casi né aumento della crescita nei cancri preesistenti.