AGGIORNAMENTI
SULLO ZANAMIVIR
Di Giulio Nati g.nati@fimmg.org
Le
conoscenze che possediamo riguardo all’utilità di un farmaco nella pratica
comune, si riassumono sostanzialmente nei cosiddetti profili di efficacia e
tollerabilità. Da un bilancio di questi deriva il giudizio globale sulla molecola,
e l’indicazione ad usare un dato farmaco in una determinata situazione clinica.
Mentre
l’efficacia è evidenziata in modo palese durante gli studi di fase II e III
necessari per la registrazione, le nostre conoscenze sulla tollerabilità
evolvono man mano che la molecola viene utilizzata. Ciò è vero soprattutto
quando il farmaco è prescritto in popolazioni diverse, con varietà di
condizioni cliniche ed in associazione con altre terapie farmacologiche.
E’
necessario quindi un certo periodo per accumulare una quantità sufficiente
d’informazioni tale da conoscere a fondo gli effetti di un farmaco. In
quest’intervallo spesso capita che, dopo un periodo anche breve dall’immissione
in commercio, vengano modificate le schede tecniche di farmaci diffusamente utilizzati.
La
stessa cosa è avvenuta per lo Zanamivir, inibitore selettivo della
neuraminidasi virale, farmaco usato spesso con successo nella passata stagione
invernale.
Malgrado
che in uno studio
controllato con placebo, nel quale erano stati inclusi per la maggior parte pazienti con asma
lieve/moderata e/o con broncopneumopatia
cronica ostruttiva
(BPCO), lo Zanamivir avesse mostrato di essere efficace e ben tollerato, si sono
registrate alcune reazioni avverse, durante l’uso estensivo del farmaco.
Durante
l’epidemia influenzale 1999-2000 la FDA ed il Canadian Adverse Drug Reactions
Program hanno infatti pubblicato alcune segnalazioni (17 in tutto) di
peggioramento della funzione respiratoria a seguito dell’inalazione di
Zanamivir in persone affette da BPCO ed Asma. In rarissimi casi, episodi di
broncospasmo sono stati evidenziati in persone per altro sane.
In
seguito a ciò la stessa FDA ha reso noto un documento in cui si mettono in
evidenza alcune considerazioni:
·
La vaccinazione rimane
la metodica principale per la prevenzione ed il controllo dell’epidemia
influenzale.
·
Considerare sempre la
possibilità che dietro una sindrome influenzale si nasconda una malattia
batterica più grave.
·
Usare speciali
precauzioni in pazienti con malattie croniche polmonari
Da
parte sua la stessa ditta produttrice ha provveduto a modificare la scheda
tecnica dello Zanamivir specificando che:
·
A causa del limitato
numero di pazienti trattaticon asma grave o con altre gravi malattie
respiratorie croniche, e pazienti con malattie croniche instabili o
pazienti immunocompromessi che venivano trattati, non è stato
possibile dimostrare l'efficacia e la sicurezza di che
Zanamivir in questi
gruppi Questi pazienti richiedono un’attenta valutazione del rischio in
relazione al beneficio atteso.
·
A causa della limitata
esperienza, i pazienti con asma grave richiedono un'attenta valutazione del
rischio in relazione al beneficio atteso
·
Nel caso Zanamivir sia
prescritto a pazienti con asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva, il
paziente deve essere informato del potenziale rischio di broncospasmo e deve
avere a disposizione un broncodilatatore a rapida insorgenza di azione.
·
I pazienti in terapia
di mantenimento con broncodilatatori devono essere avvertiti di usare il loro
broncodilatatore prima di assumere Zanamivir.
A
questo punto vengono spontanee alcune considerazioni:
·
E’ noto che le polveri
usate in terapia possono indurre broncospasmo indipendentemente dal principio
attivo (ciò è valido anche per farmaci antiasmatici)
·
A fronte di 1.000.000
di dosi utilizzate, la frequenza di effetti collaterali è da considerare minima
(17 casi)
·
E’ estremamente
difficile stabilire un nesso di causalità in queste situazioni, sia per la
complessità delle condizioni cliniche (aumentato rischio di broncospasmo a
seguito di
infezione respiratoria di natura virale in particolare influenza A ed RSV) e la
concomitante assunzione di altri farmaci
·
L’unico evento fatale
riportato, riguardava un paziente cardiopatico grave, cui fu riscontrata una
sepsi da Staphylococcus Aureus. Pertanto la morte non è da porre in nesso
causale con l'uso
di Zanamivir. Bisogna sempre escludere affezioni batteriche od altre
complicanze dell’influenza prima di prescrivere Zanamivir.
·
I medici che utilizzano
un farmaco devono attenersi strettamente alle modalità e precauzioni per l’uso
previste dalla Ditta produttrice.
· Il NICE (National Institute for Clinical Excellence, l'ente inglese per la valutazione dei farmaci), da sempre contrario all’uso del farmaco, ha recentemente emanato le nuove linee guida per il trattamento dell'influenza, mutando il proprio atteggiamento. Secondo queste raccomandazioni, Zanamivir dovrebbe essere dispensato dal NHS per gli adulti considerati a rischio, anche se affetti da Asma o BPCO.