Breve analisi di alcuni criteri assunti dal Ministero per la valutazione dei redditi denunciati dai Medici di Medicina Generale in relazione agli "Studi di Settore"
Riteniamo opportuno esporre alcune considerazioni riguardanti i criteri di valutazione della congruità delle dichiarazioni dei redditi presentate dai medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale.
BENI STRUMENTALI
I beni strumentali sono necessari per lesercizio dellattività ed espressamente previsti nella convenzione. Una maggiore dotazione di beni strumentali nello studio, finalizzata ad una migliore e più qualificata professionalità, comporta un aumento di costi e quindi una riduzione di reddito.
Tale elemento non può quindi essere preso in considerazione per risalire al reddito presunto.
CONSUMI
Sono relativi alle spese di energia elettrica, alle spese telefoniche e ai carburanti per autotrazione.
Queste voci di costo sono strettamente legate allattività del medico di Medicina generale, che deve garantire un servizio agli assistiti sia a domicilio sia con una continua disponibilità.
Le maggiori spese sostenute per i consumi dal medico di Medicina generale non sono assolutamente indicative di proporzionale aumento del reddito in quanto, come si evince dalle norme contrattuali, gli introiti rimangono fissi, in quanto rapportati esclusivamente al numero delle scelte. Laumento delle spese costituisce soltanto maggior onere per il medico e pertanto minore reddito netto. Si pensi, per esempio, alla eventualità di una semplice epidemia influenzale che obbliga il medico a numerose visite domiciliari con conseguente necessario aumento delle spese per carburante, senza per questo avere un conseguente aumento di introiti.
ALTRI COSTI
Le stesse considerazioni si possono porre per gli altri elementi di valutazione (compensi a terzi, canone di locazione e altro).
Il medico di Medicina generale è tenuto a garantire ai propri assistiti un servizio continuo, anche nei periodi di assenza per ferie, malattia o aggiornamento professionale. Per lintero periodo di assenza il medico deve trovare un sostituto e corrispondergli di tasca propria un compenso calcolato secondo le tabelle allegate alla convenzione. La sostituzione quindi rappresenta in ogni caso un puro costo senza alcun ritorno economico.
Il medico deve inoltre operare in locali idonei, dei quali deve disporre fin dallinizio dellattività essendo ciò previsto dalla stessa convenzione, al fine di garantire al cittadino il miglior trattamento per una doverosa qualificazione del servizio.
Il medico si trova inoltre a dover operare spesso in più studi, sia per maggior comodità degli assistiti, sia per incrementare il numero degli assistiti in carico, peraltro entro i limiti imposti dalle norme convenzionali. Ovviamente ciò comporta il sostenimento di spese di affitto molto elevate oltre agli oneri di manutenzione.
In tale voce sono pure compresi costi quali la tassa di iscrizione allAlbo Professionale, la partita IVA e lICIAP ancora operanti nellesercizio 1997, che pure per ovvie ragioni non possono essere considerate indici di reddito.