IL BOTULINO: UN AMICO

Un volto nuovo per il butulino, una volta schedato come "pericolo pubblico": così si è aperta una Tavola Rotonda sulle novità della ricerca clinico-farmacologica riguardanti il botulino, svoltasi recentemente presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma. Le micidiali tossine prodotte dal Clostridium botulinum, il bacillo Botulino, sono, come noto, considerate potenti sostanze velenose: ne bastano pochi miliardesimi di grammi, iniettate direttamente intramuscolo, per uccidere un essere umano, ma, come diceva Paracelso "la differenza tra veleno e medicamento la fa il dosaggio". In clinica, infatti, le dosi di tossina botulinica impiegate sono molto più basse dei livelli tossici per gli esseri umani e vanno da 20U a 200U contro le 3000-30000U delle dosi letali. La tossina botulinica è usata da molti anni in neurologia per correggere i disturbi derivanti dall’eccessiva tensione di un determinato muscolo, in oculistica per lo strabismo, in gastroenterologia e dai chirurghi plastici per correggere le rughe. "Oggi l’uso di questa tossina va sempre più diffondendosi in quanto si è visto che essa è in grado di contrastare l’eccessiva sudorazione o iperidrosi e, soprattutto, di eliminare le cosiddette "zampe di gallina" agendo sulla muscolatura interessata distendendo i tessuti" ha sottolineato nel corso dell’incontro la dott.ssa Emanuela Cecca, Specialista in Dermatologia (Milano). Gli esseri umani hanno dai 3 ai 4 milioni di ghiandole sudoripare che possono produrre2-3 litri di sudore all’ora. Queste ghiandole sono presenti in tutto il corpo, ma, in particolare, quelle delle mani, dei piedi, delle ascelle e del volto possono secernere sono solo quando la temperatura è elevata, ma anche in risposta a stimoli emotivi. Talvolta la sudorazione può assumere aspetti drammatici (iperidrosi): colano goccioloni dalla fronte e dalle mani come pure dalle ascelle e dai piedi e tutto ciò può diventare fonte di imbarazzo. "Le ghiandole sudoripare" ha messo in evidenza il prof. Fabrizio Stocchi, del Dipartimento di Scienze Neurologiche dell’Università La Sapienza di Roma e Responsabile del Reparto di Neurologia dell’Ospedale San Raffaele di Roma "producono sudore stimolate dall’acetilcolina; la tossina botulinica agisce bloccandone il rilascio. Le microdosi di tossina vengono iniettate sotto cute (con una minisiringa da insulina), nelle zone dove la sudorazione è abbondante. L’effetto è tanto maggiore quanto è maggiore la dose e, la reversibilità della tossina fa sì che la sudorazione sia fortemente ridotta ma non abolita. Il trattamento va ripetuto dopo 4-8 mesi per permettere una graduale riduzione della sudorazione che tenderà poi a normalizzarsi. Particolarmente interessante anche la sperimentazione avviata presso l’Unità Operativa di Neurologia del Policlinico di Bergamo, sotto la guida del prof. Mauro Porta dell’uso della tossina botulinica nel trattamento della scialorrea ovvero della produzione esagerata di saliva. In questo caso la tossina, che blocca il neurotrasmettitore acetilcolina, viene introdotta nelle ghiandole corrispondenti riducendo la produzione di saliva per un tempo variabile che va da 2 a 6 mesi. La sperimentazione è agli inizi, ma i primi risultati sono promettenti e senza effetti collaterali. La tossina botulinica, quindi, va sempre più trasformandosi in un elemento terapeutico di grande utilità per il neurologo moderno ed informato. (L. Mancini)