L'ICTUS DALLA PREVENZIONE ALLA RIABILITAZIONE 
DOCTOR DEL 18/11/99

Pazienti a conoscenza delle misure preventive, dei corretti stili di vita per limitare la probabilità di un ictus e dei sintomi della malattia; trattamento tempestivo entro tre ore dall'evento e un programma di riabilitazione coordinato dal medico di famiglia: ecco gli obiettivi delle linee guida italiane sullo stroke.
Pazienti a conoscenza delle misure preventive e dei corretti comportamenti nello stile di vita per evitare l'ictus. Assistiti in grado di riconoscere i sintomi dello stroke e che di conseguenza chiamino tempestivamente il 118. Trattamento dell'attacco entro tre ore eseguito da una stroke unit, uno staff ospedaliero competente e attrezzato, simile a quello che le unità coronariche rappresentano per l'infarto. E infine un programma di riabilitazione e prevenzione secondaria coordinato dal medico di famiglia. Sono i punti essenziali per arginare la crescita della mortalità per malattia cerebrovascolare, almeno secondo gli specialisti statunitensi e italiani, che si sono incontrati al simposio "Heart-brain interactions" di Bologna.
Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Circulation, negli ultimi vent'anni il trattamento in acuto e la prevenzione hanno consentito di ottenere una riduzione della mortalità per infarto e ictus nei soggetti giovani e di mezza età. In realtà, quindi, l'impatto delle malattie cardiovascolari sulla mortalità è stato soltanto rimandato all'età anziana. Nonostante i progressi nel trattamento, queste malattie si confermano al primo posto tra le cause di morte nei paesi industrializzati e sono destinate a rappresentare le cause di morte più comuni nel mondo entro l'anno 2020.
 
Le cause mondiali di disabilità
 
Nel 1990
1. Polmonite
2. Diarrea
3. Malattie in neonati
4. Depressione
5. Malattie cardiache
6. Ictus
7. Tubercolosi
8. Morbillo
9. Incidenti stradali
10. Difetti alla nascita
 
Nel 2020
1. Malattie cardiache
2. Depressione
3. Incidenti stradali
4. Ictus
5. Pneumopatie croniche
6. Pneumonia
7. Tubercolosi
8. Guerre
9. Diarrea
10. Hiv
 
In Italia l'ictus è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, causando il 10-12 per cento di tutti i decessi e rappresentando la principale causa di invalidità.
 
La prevalenza in Italia
 
- L'ictus è la terza causa di morte in Italia dopo le malattie cardiovascoalri e le neoplasie
- Causa il 10-12% di tutti i decessi per anno
- E' la principale causa di invalidità
- La mortalità entro il primo mese dall'attacco è del 30%, con invalidità grave residua nel 40% dei sopravvissuti
- Il tasso di prevalenza di ictus nella popolazione anziana italiana è del 6,5%
- Il 75% degli ictus colpisce soggetti di oltre 65 anni
- Nuovi casi di ictus in Italia ogni anno: 130.000. Previsione per l'anno 2008: 170.000.
 
Fonte: Spread-Stroke prevention and educational awareness diffusion - 1999
 
L'American heart association si è prefissata alcuni obiettivi per ridurre l'incidenza di queste malattie. L'Aha si sta impegnando per ridurre la mortaltà da infarto e stroke con l'education della popolazione, soprattutto riguardo le modificazioni dello stile di vita.
 
Prevenzione primaria e stile di vita
 
- Smettere di fumare
- Ridurre l'eventuale consumo eccessivo di alcol al di sotto dei due bicchieri di vino al giorno o quantità di alcol equivalente
- Svolgere una moderata attività fisica (circa 2.500 kCal per settimana)
- Ridurre l'apporto di sale nella dieta, soprattutto per i pazienti anziani ipertesi
- Mantenere sotto controllo la pressione arteriosa sistolica e diastolica; l'Oms indica valori pressori <130/85 mmHg in giovani, adulti e diabetici e <140/90 mmHg negli anziani.
- Prevedere il trattamento di alcune cardiopatie, in particolare la fibrillazione atriale
- Mantenere sotto controllo la glicemia nel paziente diabetico
 
Fonte: Spread-Stroke prevention and educational awareness diffusion - 1999
 
 
Gli studi epidemiologici hanno individuato molteplici fattori di rischio per ictus. Alcuni, come l'età, non possono essere modificabili. A partire dai 55 anni l'incidenza di ictus raddoppia per ogni decade e la maggior parte degli ictus si verifica dopo i 65 anni. Altro fattore non modificabile è la familiarità. Anche se il suo ruolo nella determinazione del rischio non è ancora ben definito, è possibile che venga ereditata una predisposizione a essere colpiti da ictus. Su altri fattori di rischio invece si può intervenire con misure farmacologiche o riguardanti lo stile di vita.
 
I principali fattori di rischio
 
- L'età è il maggiore fattore di rischio. L'incidenza di ictus a partire dal 55 anni raddoppia per ogni decade. La maggior parte degli ictus si verifica dopo i 65 anni
 
I fattori di rischio modificabili ben documentati sono:
 
- ipertensione arteriosa
- alcune cardiopatie (in particolare la fibrillazione atriale)
- diabete mellito
- iperomocisteinemia
- ipertrofia ventricolare sinistra
- stenosi carotidea
- fumo di sigaretta
- attacchi ischemici transitori
 
Probabili fattori di rischio non completamente documentati:
 
- dislipidemia
- alcune cardiopatie (forame ovale pervio, aneurisma settale)
- placche dell'arco aortico
- uso di contraccettivi orali
- eccessivo consumo di alcol
- ridotta attività fisica
- emicrania
- anticorpi antifosfolipidi
- fattori dell'emostasi
- infezioni
- uso di droghe
 
Fonte: Spread-Stroke prevention and educational awareness diffusion - 1999