MEDICINA: AIDS, TUMORI, ALZHEIMER; SPERANZE PER IL 2000/ANSA

(ANSA) - ROMA, 23 DIC - Farmaci personalizzati, disegnati su misura, per bloccare o modificare le informazioni genetiche che causano le malattie; test diagnostici molecolari sempre piu' precisi e veloci; e poi prevenzione nei confronti dei fattori di rischio. Si muovono su queste tre direttrici le nuovi armi che saranno a disposizione della medicina di domani e che permetteranno di combattere le malattie piu' diffuse. Infarti e ictus, tumori e Aids, ma anche Alzheimer e Parkinson potranno beneficiare delle conquiste che gli scienziati hanno fatto nel millennio che ci lasciamo alle spalle.

MALATTIE DEL SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO: anche se in netto calo negli ultimi anni, le malattie cardiovascolari continuano a colpire: per il 2000 si prevedono quasi 72.000 nuovi infarti, due terzi dei quali colpiranno gli uomini (48.200 contro 23.700 donne). Il numero degli italiani che hanno subito un infarto salira' a 400.000. I casi gravi tenderanno a diminuire del 26% negli uomini e del 51% nelle donne, ma il numero totale restera' alto a causa della maggiore sopravvivenza dopo l'infarto e del generale invecchiamento della popolazione. Corre rischi maggiori chi fuma, soffre di pressione alta, ha colesterolo elevato e fa poca attivita' fisica. Se i farmaci che sciolgono i trombi usati nelle prime ore dall'evento hanno fatto diminuire la mortalita', i test per scoprire i fattori di rischio o protettivi potranno individuare chi e' predisposto.

TUMORI: sono una grave eredita' per le nuove generazione degli anni 2000. Tocchera' a loro, secondo l'oncologo Umberto Veronesi, trovare la soluzione finale contro il male del secolo. Se negli anni '40 si ammalava di tumore una persona su 30 e nessuna guariva, oggi se ne ammala una su 3 ed oltre il 50% guarisce. Tre le strade per la futura strategia della cura contro il cancro: la ricerca genica per riparare i guasti del Dna nelle cellule; l'antiangiogenesi, che percorre le ricerche di Judah Folkman, diretta a impedire la formazione di nuovi capillari e arteriole del sangue che portano nutrimento ai tumori; la chemioprevenzione, l'uso di medicinali per contrastare sostanze cancerogene. Inoltre la scoperta delle basi genetiche di molti tumori, secondo Veronesi, permettera' di predisporre cure che agiscano direttamente nei geni alterati delle cellule tumorali. AIDS: l'epidemia che sta annientando un'intera generazione di giovani-adulti nei paesi in via di sviluppo (soprattutto in Africa) non tende a rallentare la sua corsa nei paesi ricchi. In Italia si muore di meno e si vive piu' lungo (100.000 i sieropositivi, 13.000 i malati in vita, 46.000 i malati dal 1982, 2000 i nuovi casi nel '99) ma l'infezione si espande attraverso i contatti sessuali. Dopo l'avvento dei farmaci antiretrovirali, i ricercatori puntano sul vaccino sia quello preventivo sia terapeutico. Nuove strategie in vista per il 2000: per Luc Montagnier gli attuali farmaci potrebbero essere usati solo per una cura intensiva e immediata, per abbassare cioe' la carica virale; in una seconda fase, si deve pensare ad una terapia di mantenimento, come avviene per i tumori, e i vaccini terapeutici potrebbero aiutare a tenere a bada l'infezione e la malattia per il resto della vita.

ALZHEIMER: Le stime piu' contenute parlano di circa 600.000 malati viventi ma nei prossimi due decenni questa demenza colpira' un anziano su tre dopo i 70 anni. Secondo il neurologo Alberto Albanese dell'universita' Cattolica di Roma, mentre si sono fatti progressi per scoprire i meccanismi molecolari che portano a morte le cellule del cervello (formazione delle placche neurofibrillari), poco si intravede per la messa a punto di nuovi farmaci in grado di arrestare la degenerazione dei neuroni colpiti. Tuttavia e' stata annunciata per il prossimo anno l'avvio di una sperimentazione allargata di due farmaci (donepezil e rivastigmina) che migliorano la funzionalita' dei neuroni colpiti nelle fasi iniziali della malattia. (ANSA). MRB


MEDICINA: DALLA SCONFITTA DEL VAIOLO A VACCINI DEL 2000/ANSA

(ANSA) - ROMA, 23 DIC - Spaventano proprio come in passato, le epidemie, ma la grande offensiva per debellarle e' arrivata a un punto decisivo, nonostante sia cominciata solo 200 anni fa. I vaccini sono fra i simboli del progresso medico e aiutano a sconfiggere malattie che oggi fanno tremare cosi' come nel Medioevo terrorizzava la peste. Aids, febbre di Ebola, malaria, tumori sono i nuovi obiettivi, con tubercolosi, epatite C, herpes, meningite e Helicobacter pylori, il batterio dell'ulcera. Nel mirino anche l'apparentemente innocua influenza, di cui gli esperti attendono la nuova grande epidemia. L'ottimismo sui vaccini futuri viene dalle vittorie segnate finora, inannzitutto quella contro il vaiolo. Con la prima vaccinazione contro il vaiolo da parte del medico inglese Edward Jenner, il 14 maggio 1796, e' cominciata una battaglia che ha portato a debellare la malattia nel mondo, e l'Oms l'Organizzazione mondiale della sanita' prevede di distruggere gli ultimi campioni di virus nel 2002. L'altro successo e' stata la sconfitta della poliomielite in vaste regioni del mondo, Italia compresa. Indicati dalla Commissione Europea una priorita' degli anni 2000, i vaccini stanno per cambiare aspetto. Non piu' iniezioni ma spray, gel, pomate e pillole. Saranno attivi nelle mucose per bloccare ai germi le vie d'ingresso nell'organismo e sicuri per i Paesi in via di sviluppo, dove le siringhe sono usate piu' volte. I vaccini del 2000 funzioneranno anche in modo nuovo. Stimoleranno le difese immunitarie usando direttamente il materiale genetico (Dna) del virus, non l' antigene come e' accaduto finora. Sono i vaccini a Dna, il primo dei quali e' stato quello contro l'influenza, sperimentato nei topi nel 1993. Adesso si sta testando sull'uomo negli Stati Uniti. L'ultimo arrivato e' il vaccino spalmabile anti-epatite B, che fa penetrare il Dna nelle cellule attraverso la pelle. In Italia si studia il vaccino a Dna contro l'Helicobacter pylori. Si studiano vaccini a Dna anche contro Aids e malaria. Nel futuro anche vaccini terapeutici, che bloccano l'avanzata del virus quando la malattia e' in corso. Si studiano quelli diretti contro epatiti, Aids, herpes e alcuni tumori. E a fine millennio si annuncia la rivoluzione dei vaccini personalizzati, capaci di controllare la memoria del sistema immunitario e di rafforzare le difese dove e' piu' necessario. Ed ecco in sintesi le tappe salienti nella strada dei vaccini:

POLIOMIELITE: La prima vaccinazione di massa e' condotta negli Stati Uniti nel 1954 e in un solo anno riduce dell'80% i casi della malattia. Oggi la poliomielite e' quasi scomparsa in molte regioni di Europa, Americhe e Paesi del Pacifico. L'Italia si prepara a diventare Paese ''polio-free'' e il vecchio zuccherino del vaccino Sabin e' stato sostituito, nelle prime due somministrazioni, con il Salk basato su virus ucciso.

VAIOLO: dichiarato eradicato dall'Oms nel 1980 dopo la piu' massiccia campagna di vaccinazione mai realizzata al mondo. A dieci anni dall'annuncio, l'Oms ha proposto la distruzione di tutti gli stock del virus, ossia i 500 campioni conservati negli Stati Uniti, nei laboratori di massima sicurezza dei Cdc di Atlanta, e in Russia, nel Centro statale di virologia di Kolstovo. Resteranno solo le 500 fiale conservate dall'Oms. Dopo il primo annuncio della possibile distruzione, nel 1993, la decisione e' stata rinviata piu' volte e il nuovo termine e' fissato al 2002.

AIDS: inseguito da almeno dieci anni, il vaccino anti-Aids e' considerato fondamentale per sconfiggere l'epidemia nei Paesi in via di sviluppo e ridurre il rischio di cure lunghe, costose e a lungo andare tossiche. Si punta contemporaneamente a vaccini preventivi e terapeutici. Finora l'obiettivo principale sono state le proteine di superficie del virus, ma la grande facilita' con cui il virus Hiv cambia aspetto ha reso questa via molto difficile. Ricerche recenti, anche italiane, puntano a proteine interne al virus, come la Tat, motore dell'infezione.

TUMORI: melanoma e linfomi sono i primi obiettivi, con test sull'uomo avviati in Stati Uniti ed Europa, Italia compresa. Allo studio anche vaccini contro tumori solidi, come quelli del polmone. (ANSA). BG