Milano, 27 novembre 2002

Prot. n. 411/02/RA/gl

Lettera aperta a:

Ministro della Salute
Dott. Prof. Girolamo Sirchia
LungoTevere Ripa, 1
00153 ROMA

Presidente della FNOMCeO
Dott. Giuseppe Del Barone
Piazza Cola di Rienzo, 80/a
00192 ROMA

Signor Ministro, Signor Presidente,
il segretario generale della FIMMG, il collega Mario Falconi, con il comunicato stampa 26/11/2002, mi qualifica come Presidente di un Sindacato di Palazzo appartenente al Medio Evo della storia perché avrei difeso pubblicamente il Ministro della Salute dalle “giuste critiche della FIMMG” e per avere segnalato alle competenti autorità la costosissima campagna pubblicitaria effettuata dalla FIMMG e dalla SIMEF sui nuovi prodotti farmaceutici per il reflusso acido.
Da ultimo il collega Falconi, da cattolico, continuerà a pregare per me perché io smetta di ostacolare la FIMMG e inizi a collaborare con la stessa.
Quando non si hanno argomenti e si è colti con le mani nella marmellata, si ricorre all’insulto e alla falsificazione chiedendo addirittura a Dio un intervento per il ravvedimento dell’avversario.
E’ falso che io abbia difeso pubblicamente il ministro dalle “giuste critiche” della FIMMG.
E’ vero invece che ho riaffermato la legittimità di qualunque critica, anche la più aspra, contro il Ministro, e certamente il Ministro Bindi ed anche il Ministro Sirchia si ricordano delle critiche dello SNAMI, ma è inammissibile che un collega, anche se Ministro, venga irriso ed insultato, come hanno fatto gli estensori dell’articolo, dove il collega Sirchia è stato qualificato come un “vecchietto” che non sa cosa dice, così come è vero che il collega Falconi ha gratificato dei colleghi, senza indicarli per nome e cognome ma con habitat a Milano e a Firenze, con l’espressione “vermetti” rifiutandosi di partecipare ad un incontro, sollecitato dal Presidente della FNOMCeO, con me ed il collega Panti.
L’insulto all’avversario non può essere tollerato, ma ancor di più è intollerabile l’offesa portata ad un collega perché noi medici, come tutti i professionisti, siamo tenuti, oltre che al rispetto delle norme del codice penale, anche al rispetto delle ben più severe norme del codice deontologico che ci siamo dati, come non può non sapere il collega Falconi, onnipresente nelle massime istituzioni mediche.
Onnipresenza non vuol dire onnipotenza, nè essere legibus solutus.
Anche il collega Falconi e la sua organizzazione sindacale sono tenuti a rispettare le leggi del “nostro grande e comune Paese”.
Se la pubblicità fatta dalla FIMMG – SIMEF fosse stata “pubblicità progresso” avrebbe potuto godere della normativa che favorisce ed agevola tali meritorie forme pubblicitarie.
Se la pubblicità fatta da FIMMG e SIMEF fosse stata “pubblicità progresso” non si comprenderebbe perché avrebbero speso cifre da capogiro per pubblicizzare le nuove formule messe in commercio per la cura del reflusso acido.
Invece di insultarci dica Falconi quanto è stato speso e dica Falconi se intrattiene rapporti economici con industrie farmaceutiche.
Il collega Falconi non può non sapere che da quasi 30 anni i colleghi iscritti all’Ordine dei Medici di Milano e Provincia mi hanno chiamato nelle libere e democratiche elezioni ordinistiche a ricoprire posizioni di responsabilità istituzionale e non può non sapere che, offendendo me, offende tutti i medici che, con larghissima maggioranza, mi hanno voluto ancora nelle ultime elezioni, Presidente dell’Ordine milanese, nonché tutti i medici che da quando esiste lo SNAMI mi hanno acclamato Presidente di tale organizzazione senza capire che saremmo, come dice Falconi, un Sindacato di Palazzo.
I terroristi, fisicamente mi azzopparono ma non mi fermarono, neppure quando difendere i medici e il nostro grande e comune Paese comportava il rischio della vita.
Non mi farò certo fermare nella difesa della pulizia del camice che indossiamo da un collega che cercando di schizzare il mio camice, lorda il suo e saranno le competenti istituzioni a valutare se sia deontologicamente ammissibile e lecito per un medico, segretario generale di un sindacato, insultare il Presidente di un sindacato concorrente qualificandolo presidente di un Sindacato di Palazzo appartenente al Medio Evo della storia.
Che tristezza!
Come erano diversi i tempi degli amici Poggiolini e Boni, aspri ma sempre leali avversari.
Anche nel rispetto di quei tempi questa mia viene inoltrata alle competenti autorità, alle quali la legge attribuisce il potere di iniziare l’azione disciplinare e di concluderla, perché abbiamo il diritto e il dovere di sapere a che punto siamo arrivati, se sia lecito insultare un collega e se sia ammissibile che associazioni professionali sindacali e scientifiche mediche possano intrattenere rapporti economici con imprese farmaceutiche e fare callida pubblicità di specialità medicinali.
Con i più cordiali saluti.
Il Presidente
(Dott. Roberto Anzalone)