Roma, 12 novembre 2004
Dott. Mario Falconi
Sede
Caro Mario,
dopo l'incontro di ieri, ultimo in ordine temporale, per il perfezionamento delle proposte da sottoporre alla SISAC per la definizione dell'articolato, esprimiamo la nostra piena soddisfazione per il lavoro fatto che denota, una volta di più, l'attenzione tua e della Segretaria Nazionale per la piena integrazione, con pari dignità , tra la Continuità Assistenziale e la Medicina di Famiglia.
Anche noi siamo certi, come sempre tu dici, che la Medicina Generale debba essere messa in condizione di poter sviluppare un'assistenza territoriale che quantitativamente e qualitativamente possa rispondere pienamente ad una vera tutela della salute dei cittadini.
Riepiloghiamo quanto già concordato per la stesura definitiva della nostra comune piattaforma contrattuale:
- definizione del ruolo della Continuità Assistenziale come un soggetto erogatore di livelli assistenziali autonomi sviluppabili nell'integrazione nel sistema delle cure primarie;
- definizione di una pianta organica riferibile a livelli uniformi di assistenza su tutto il territorio nazionale;
- ridefinizione della tipologia e della modalità delle prestazioni sanitarie erogate,che affidano al medico la responsabilità della scelta del tipo di intervento da effettuare;
- mantenimento del pieno incarico fino alle 650 scelte per il medici in doppio rapporto convenzionale, che avranno adeguati ammortizzatori per la cessazione dell'incarico di Continuità Assistenziale;
- possibilità del completamento a tempo pieno dell'orario di servizio con attività diurne feriali su base volontaria nei processi organizzativi complessi delle cure primarie;
- istituzione della Unità di Continuità Assistenziale con capacità organizzativa e di relazione interna ed esterna affidata ai Coordinatori scelti tra i medici di ogni unità;
- processi premianti la residenzialità sia nei meccanismi di attribuzione degli incarichi che in quelli economicamente incentivanti;
- stabilizzazione del servizio attraverso il coinvolgimento diretto dei titolari a tempo determinato ed indeterminato nella organizzazione della reperibilità domiciliare e relativa retribuzione.;
- definizioni come compiti aggiuntivi dei processi di assistenza a pazienti in grave stato di fragilità,delle prestazioni ambulatoriali,dell'informatizzazione del servizio etc;
- possibilità, in presenza di forme associative complesse , del superamento volontario della sede di guardia anche attraverso forme di disponibilità domiciliare;
- tutela dell'incarico in caso di sopraggiunta invalidità al servizio attraverso la destinazione, a richiesta del medico, ad incarichi distrettuali;
- definizione della occasionalità della visita per aumento del carico di utenti riferibile a servizio effettuato in zone di richiamo turistico;
- possibilità di contrattualizzare il pagamento delle ore eccedenti.
Ed infine la possibilità, attraverso i meccanismi che abbiamo discusso, di una reale valorizzazione professionale progettuale ed economica dei medici di Continuità Assistenziale con tutte le figure operanti nel territorio ed in primo luogo con i medici di Assistenza Primaria.
Siamo orgogliosi di appartenere alla famiglia FIMMG e soprattutto di registrare continuamente l'impegno, che in particolare tu profondi, per la valorizzazione e tutela della figura professionale del medico di Continuità Assistenziale e l'attenzione per le proposte che tutte la dirigenza del nostro settore ha elaborato.
Cari saluti.
I delegati dell'Esecutivo Nazionale di Settore Fimmg C.A.
Domenico Crisarà
Silvestro Scotti
Roma, 12 novembre 2004
Dott. Domenico Crisarà
Dott. Silvestro Scotti
Sede
Carissimi,
vi ringrazio di cuore per le belle parole particolarmente gradite.
Ho sempre sofferto, in maniera angosciosa, "lo sfruttamento" a cui siete stati sottoposti in questi anni, in luogo di un effettivo riconoscimento, normativo ed economico, di un ruolo professionale che, pur nell'indifferenza generale e nei troppi qualunquistici giudizi, è stato svolto dalla stragrande maggioranza di voi con grande dignità e professionalità.
Dovremo lavorare ancora molto per la piena valorizzazione e tutela della vostra figura professionale come voi stessi affermate.
Ritengo indispensabile che si strutturino in tutto il paese, in tempi ragionevolmente brevi, le equipes territoriali che consentiranno al cittadino di avere fiducia in tutti i professionisti in esse operanti e soprattutto nei medici di Assistenza Primaria e di Continuità Assistenziale.
Esse saranno il vero, reale antidoto anche per i numerosissimi episodi di violenza, di vario genere, che moltissimi di voi devono subire.
In ogni caso, nell'attesa dei nuovi modelli organizzativi, dovremo porre molta attenzione al tema della sicurezza, partendo dalla constatazione, come si evince dalla ricerca da voi condotta, che la maggior parte di tali violenze avviene nelle postazioni di guardia.
Non posso non sottolineare, al di là dei rinnovati ringraziamenti, che anche io sono orgoglioso di poter collaborare con una dirigenza della Continuità Assistenziale di altissimo profilo sindacale.
Ricambio i saluti.
Il Segretario Generale Nazionale
Mario Falconi