Roma, 12 novembre 2004
Il Segretario Generale Nazionale
Egr. Dott. Nello Martini
Direttore Generale AIFA
e p.c. Gent.ma Dr.ssa Antonella Cinque
Presidente AIFA
Caro Nello,
facendo seguito ai nostri colloqui telefonici, come da accordo, ti esplicito le nostre riflessioni in merito alle nuove note AIFA. nella certezza che, attraverso un urgente incontro, si possano apportare opportune e condivise correzioni.
Dispiace constatare che le istituzioni deputate, mentre declamano l’ingresso in rimborsabilità di alcuni farmaci antidolore, forse anch’essi forieri di futura nota, tacciono all’opinione pubblica le ripercussioni delle nuove note AIFA del 4 novembre 2004 in termini di mancato accesso alle cure, per impossibilità economica di acquisto di alcuni farmaci, lasciando che ancora una volta sia la Medicina Generale di questo Paese a fronteggiare l’impopolarità di tali scelte politiche.
Quando e in che modo potranno essere soddisfatte le mie reiterate richieste, in sede di audizione Cuf, di far si che tutti i medici, a qualsiasi titolo operanti nel Ssn, rispettino l’applicazione delle note nelle prescrizioni. Deve rimanere un desiderio frustrato quello di evitare che il medico di famiglia sia molto spesso il terminale che deve rimediare ad omissioni altrui?
Ti cito alcuni esempi:
Giova inoltre ricordare che il Medico di Famiglia non può avere responsabilità alcuna di ciò che viene prescritto dalle strutture specialistiche con PDT.
Di conseguenza le note AIFA andrebbero prioritariamente indirizzate alle strutture specialistiche per l’opportuna informazione-formazione.
Nella premessa del documento AIFA, viceversa, si fa riferimento ad un uso “semplice” del linguaggio adottato più ”vicino” alla pratica della medicina generale (!). Affermazioni di questo tipo, oltre ad essere offensive, sono lontane dalla realtà, in quanto gli unici ad applicare le note sono i medici di medicina generale; forse bisogna rendere ancora più semplice il linguaggio per altri soggetti prescrittori?
Il ricorso a troppi PDT e la mancata esplicita dichiarazione del nuovo organismo dell’AIFA di poter protrarre la prescrizione per soggetti già in trattamento, in attesa della ufficiale autorizzazione, comporterà per i cittadini, oltre che la sospensione di alcune terapie, complicazioni burocratiche pesanti e inutili e per i medici italiani un ulteriore appesantimento della già intrigata e difficile condizione professionale.
L’unica innovazione reale è il Prontuario Ospedale Territorio, compatibile con la distribuzione diretta del farmaco, che però è rimandato per la sua applicazione alle decisioni regionali il che lascia intravedere una notevole difficoltà d’uso di uno strumento efficace.
In attesa di un urgente cenno di riscontro, ti invio cordiali saluti.
Mario Falconi