
Roma, 9 febbraio 2005
LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE DELL'ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI DELLA PROVINCIA DI BARI A TUTTI I COLLEGHI
Carissimi colleghi,
l'ampia risonanza assunta dalla pubblicizzazione della sanzione comminata al dott. Filippo Anelli impone un breve chiarimento, al fine di ricondurre a valutazioni equilibrate una così delicata questione.
In qualità di Presidente dell'Ordine dei Medici di Bari, vi invito tutti ad avere piena fiducia nell'operato della Commissione disciplinare, i cui componenti sono stati eletti da tutti i medici della provincia di Bari e che si è sempre attenuta al rispetto delle regole vigenti, con equilibrio ed imparzialità nei confronti di tutti avendo sempre la massima cura nel comminare le sanzioni proporzionalmente alle violazioni commesse.
Preciso, inoltre, che l'Ordine dei Medici di Bari non ha mai messo in dubbio il diritto di qualunque iscritto di esprimere legittimamente le proprie opinioni, compresi i pareri sulle liste di attesa, ed in particolare quelle politiche o sindacali, al pari di qualsiasi altro cittadino. Inoltre, l'Ordine ha sempre intrattenuto ottimi rapporti con tutte le altre istituzioni pubbliche ed ha collaborato, nel reciproco rispetto, con tutti i sindacati di settore, ivi compresa la FIMMG, com'è ben noto ai medici iscritti.
La sanzione comminata al dott. Anelli e dallo stesso resa pubblica, sebbene non ancora operante e prima che le motivazioni siano state depositate e poi a lui notificate, riguarda esclusivamente aspetti deontologici attinenti all'uomo medico ed ai suoi comportamenti e non al Segretario Regionale della FIMMG. Solo il dott. Anelli potrà, se ancora lo vorrà, far conoscere anche le motivazioni quando gli saranno notificate, affinché la pubblica opinione possa esprimere un giudizio basato su fatti concreti e documentati e non formulare illazioni o presunzioni derivanti da versioni unilaterali provenienti dalla medesima persona sottoposta a giudizio disciplinare o da estranei ai fatti.
E' inoltre da rilevare che tutti gli Ordini dei Medici d'Italia non pubblicizzano mai le sanzioni comminate, sia in ottemperanza al riserbo obbligatorio in merito sia perché i provvedimenti ordinistici non sono immediatamente produttivi di effetto ed il ricorso dell'interessato ha sempre efficacia sospensiva della sanzione. Solo quando questa dovesse diventare definitiva l'Ordine ha il preciso dovere di comunicarla agli interessati ed a tutti gli Enti previsti dalla legge e di renderla esecutiva.
Infine, è auspicabile che tutti, nello loro specifiche sedi e responsabilità, possano conservare la necessaria serenità per rivalutare l'accaduto alla luce dei fondamentali principi che impongono di non ledere i diritti di alcuno e di non mettere in discussione i doveri di ognuno verso le istituzioni.
Un caro saluto
Il Presidente
dott. F. Losurdo