Il Segretario Generale Nazionale


Roma, 14 giugno 2005

LETTERA APERTA A GIUSEPPE CONTI
Presidente Snami

e p.c.
Ministro della Salute
Francesco Storace

Caro Conti,
ho letto con molto piacere il comunicato che avete diffuso dopo l’incontro con il Ministro della Salute; a vostro dire, l’On.le Storace avrebbe espressamente dichiarato che: “sta favorevolmente prendendo in considerazione le nostre istanze che sono poi quelle di tutti i 9,000 medici nostri iscritti e di una gran parte di Colleghi non schierati sindacalmente” ed inoltre: “di ritenere che sia diritto di tutte le OO.SS, e noi lo siamo, di partecipare in tutte le sedi alle trattative, anche se non firmatarie”.

Devo ovviamente dedurre, dalle vostre trionfalistiche affermazioni, che presto diventerete un grande sindacato (anche se ho più di qualche dubbio sui 9.000 iscritti dichiarati), che gran parte dei problemi dei medici li risolverete insieme al Ministro e che potrete trattare in tutte le sedi regionali (anche se non avete firmato l’Accordo Collettivo Nazionale). D’altro canto, sono certo che nel Vostro colloquio abbiate informato il Ministro sia del Vostro ricorso al TAR Lazio , sia della Vostra missiva alla Corte dei Conti, quella nella quale la allertavate su un costo economico complessivo dell’ACN, per le Regioni, superiore a quelli che erano i dati dichiarati.

Ad onor del vero, avendo qualche confidenza con il Ministro Storace (per cinque anni Governatore della mia Regione) ed avendo potuto apprezzare il suo fiuto e la sua sagacia politica, è lecito, da parte mia, dubitare sul fatto che abbia potuto formulare dichiarazioni tanto singolari; ad ogni buon conto, pure con la detta riserva, ove effettivamente quello da Voi riportato fosse il pensiero del Ministro, non mi pare che sia in suo potere ammetterVi ai tavoli negoziali decentrati.

Devo correggermi, al riguardo non mi pare che ci possano essere dubbi; mentre state procedendo ad appellarvi ai vari Tribunali del Lavoro, per essere ammessi alle contrattazioni regionali, la Regione Lombardia e la Fimmg hanno emanato congiuntamente, in data 10 giugno, un comunicato sull’applicazione dell’ACN nel quale non rinvengo la sigla Snami (vedi allegato).

Ritengo che avere opinioni diverse e non firmare un Accordo Collettivo Nazionale (nonostante a pochi giorni dalla conclusione eravate d’accordo sulla gran parte del normativo e sul quantum economico) sia del tutto legittimo; ma arrivare a scrivere alla Corte dei Conti e peggio ricorrere al Tar Lazio contro un ACN sottoscritto da tutte le altre organizzazioni sindacali, esclusa la vostra, sia moralmente reprensibile.

Come per altro saprai il TAR Lazio, con Decreto Presidenziale n. 3020/2005, ha respinto la sospensione provvisoria che avevate chiesto, in attesa della discussione dell’Istanza cautelare relativa al vostro ricorso, fissata per il 30/06/2005.

Per difendersi in maniera adeguata al TAR Lazio, è paradossale che le OO.SS. firmatarie dell’ACN debbano spendere importanti risorse anche economiche dei propri iscritti per azioni, quanto meno inopportune, non della parte pubblica ma di un altro sindacato; ma confesso di essere tentato dalla volontà di assistere a quello che succederebbe se venisse sospeso l’attuale ACN. I medici convenzionati, a partire dai Lombardi, compresi i tuoi iscritti, restituirebbero i soldi? E l’apertura di un tavolo di rinegoziazione ci consegnerebbe un accordo economicamente e normativamente migliore?

Ritengo che la politica del: “tanto peggio tanto meglio” che avete imboccato non solo è di qualche disturbo per la piena affermazione della medicina generale ma, a quanto pare, non ha dato risultati nemmeno per quanto riguarda il vostro marketing sindacale. Non mi spiegherei, altrimenti, perché non siate riusciti ad eleggere in nessuna parte d’Italia, nemmeno in Lombardia, un vostro rappresentante nella consulta Enpam della medicina generale; né come possa essere accaduto che la tanto vituperata Fimmg, dati maggio 2005, abbia visto aumentare i propri iscritti rispetto al 2004.

Ritengo, e sono in grado di dimostrarlo in ogni momento e in ogni sede, che l’ACN recentemente approvato sia in assoluto uno dei migliori, se non il migliore, di tutti quelli sottoscritti in passato, essendone per altro di fatto naturale e fisiologica emanazione, in quanto nel contempo rafforza le “garanzie” e incrementa le “opportunità” che dipenderà da noi, come sempre, cogliere o non cogliere.

So che il tuo giudizio è diametralmente opposto al mio; ed allora, perché, dopo il flop del vostro referendum truffa, non organizziamo un sereno, civile e democratico dibattito, magari a Milano o nella tua Como, con i giornalisti della stampa specializzata e non, nel quale poter esporre le nostre specifiche tesi e rispondere alle domande? Lascio a te l’assoluta libertà rispetto all’organizzazione dell’ evento, per il quale potresti essere aiutato da Doctor News, con il quale avete una consolidata consuetudine e che non si lascerebbe certo sfuggire una tale ghiotta occasione.

In conclusione, caro Conti, ti ho scritto perché volevo informarti che non mi bastano più le tue parole di rispetto ed amicizia sul piano personale, i rituali auguri in varie occasioni o le ammiccanti intese che aiutando te si possa avere nel nostro Paese uno Snami più responsabile. Prima o poi arriva l’ora delle scelte, amico mio; mi pare che le tue siano strutturalmente e semplicemente a rimorchio di quei pochi tuoi dirigenti milanesi, certamente più giovani e rampanti, ma vittime di una situazione schizofrenica, nella quale sono in lotta permanente la voglia repressa del ruolo di liberi professionisti puri e lo status di medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale nel quale non hanno mai realmente creduto e men che meno hanno intenzione di investire.

Cordialmente.

Mario Falconi


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