Milano, 14 giugno 2005

LETTERA APERTA A
Dott. Mario Falconi
Segretario Nazionale FIMMG
e p.c. On.le Francesco Storace
Ministro della Salute

Caro Mario Falconi,

   ho letto la Tua lettera aperta e, anche se come sai non amo molto scrivere, ritengo di doverti qualche precisazione.

   Ti informo che con grande cortesia e signorilità il Ministro Storace ha ascoltato le nostre istanze e ha dichiarato di ritenere che sia diritto di tutte le OO.SS. rappresentative - e noi lo siamo - partecipare in tutte le sedi alle trattative.

   La confidenza che dichiari di avere con lui ti permetterà certo di controllare senza difficoltà.

   Non abbiamo ricordato al Sig. Ministro le nostre iniziative perché era subito evidente, dalle prime battute del nostro colloquio, che ne era perfettamente a conoscenza.

   Non so se, come tu dici, non sia “in suo potere ammetterci ai tavoli negoziali decentrati”, mi sembrava comunque importante far conoscere il parere del Ministro della Salute sull’argomento.

   Non abbiamo firmato la convenzione perché di parere avverso al Tuo sulla sua validità.

   Dall’inizio della trattativa abbiamo sempre chiesto di discutere, per poterla approvare, la prima parte dell’accordo che contiene alcuni principi da noi non condivisi e sin dall’inizio abbiamo chiesto di poter conoscere gli importi delle varie future voci retributive, perché non ci andava bene il quantum economico prospettato sugli arretrati. Purtroppo solo l’ultimo giorno ci è stato possibile conoscere le proposte economiche della parte pubblica e ci siamo convinti che non avremmo mai potuto discutere la prima parte, in cui soprattutto era contenuto quanto da noi non condivisibile. Per questo non abbiamo firmato. Per questo ci opponiamo in ogni sede a un A.C.N. che riteniamo non essere “in assoluto uno dei migliori, se non il migliore, di tutti quelli sottoscritti in passato, essendone peraltro, di fatto naturale e fisiologica emanazione”, in quanto (tu affermi) rafforza le “garanzie” e incrementa le “opportunità” e riteniamo contenga negatività normative tali per il medico da essere peggiorative proprio rispetto all’ultimo DPR 270 del 2000.

   La nostra opposizione è fatta nel modo più chiaro e legittimo possibile.

   Sono naturalmente disposto a discutere, nella sede che Tu riterrai più opportuna, pubblicamente, quali sono e su cosa si basano le dichiarazioni dello SNAMI. Visto che Tu disponi certamente di canali informativi meglio organizzati e più importanti di quelli di cui dispongo io, ti lascio la scelta. Circa il nostro referendum vedremo se sarà un flop. Avrai delle sorprese.

   Non è truffa, come tu affermi aprioristicamente, informare tutti i medici di quello che noi riteniamo necessario modificare quanto codificato nella attuale versione e, se possibile, chiedere a tutti un loro giudizio. L’ho ritenuto un metodo molto democratico, così come ritengo molto democratico poter riaprire un tavolo di negoziazione. Perché pensi che non sia migliorabile la Tua opera, qualche volta squisitamente verticistica? I Medici dipendenti, uniti, senza fretta, sono arrivati ad un buon contratto!

   Mi compiaccio con Te per l’aumento dei Tuoi iscritti e soprattutto mi compiaccio con tutti i medici che sentono l’opportunità di entrare a far parte di un sindacato. Sono molti infatti, perché anche noi stiamo aumentando. Non precisiamo le cifre. Neanche noi siamo sicuri di quelle degli altri, ma non lo diremmo mai.

   Grazie per comunicarmi che mi ritieni “moralmente responsabile”, è inutile ti dica che non mi sento colpevole di aver sottolineato, come peraltro un congresso nazionale del mio sindacato mi ha chiesto di fare, che chi firma un contratto deve essere sicuro che ci siano i soldi per onorarlo altrimenti si firmano solo delle speranze.

   Il chiedere di riaprire una trattativa non è la politica del “tanto peggio tanto meglio” è solo la contrapposizione alla politica del: ”tanto non si poteva ottenere di più. Ipse dixi”.

   In quanto poi ai miei comportamenti personali nei Tuoi riguardi, Ti confermo che sono sempre stati improntati a rispetto e amicizia, come si conviene tra signori che, anche su barricate diverse, riconoscono la validità delle buone maniere. In quanto agli ammiccamenti, non è mia abitudine farli, né tanto meno è mia abitudine usare rapporti personali finalizzati alla mia vita ordinistica o sindacale. Questo sì lo ritengo offensivo e mi fa pensare che sia vero che, quando vengono meno argomenti sostanziali, per avere comunque sempre ragione, sia utile demolire l’avversario cercando di ridurne la credibilità, tentando di intaccarne la figura morale. E’ un insulto inutile e sterile perché io non sono il sindacato. Lo SNAMI resta nel suo insieme e in tutte le sue componenti (ricordi il Capranica?) l’unico depositario della scelta della politica sindacale, secondo i principi tradizionali della difesa della libertà del medico, vera garanzia della qualità della professione. Lo SNAMI persegue la difesa del medico di Medicina Generale come libero professionista convenzionato e non come parasubordinato o dipendente o comunque coartato entro norme che, come unico scopo, hanno quello di una riduzione della spesa sanitaria, magari facendo lavorare di più il medico con un impegno prevalentemente burocratizzato.

   Ti ripeto: l’insulto è inutile perché lo SNAMI ha gambe proprie, ha camminato con chi mi ha preceduto, credo camminerà ora con me, camminerà ancora più avanti con i giovani - non solo milanesi - sugli stessi principi di libertà, indipendentemente dalla mia presenza o meno.

Un cordiale saluto.

Dott. Piergiuseppe Conti
Presidente Nazionale SNAMI