Il Segretario Generale Nazionale

SONO USCITE SULL'ANSA DELLE NOTIZIE CHE HANNO CREATO UN PO' DI CONFUSIONE. FACCIAMO CHIAREZZA NELLA LETTERA INVIATA AL MINISTRO STORACE CHE RIPORTIAMO DI SEGUITO E SPECIFICHIAMO CHE, LADDOVE NEL LANCIO DI AGENZIA SI FA RIFERIMENTO A SANZIONI PECUNIARIE, CI SI RIFERISCE ESCLUSIVAMENTE ALLA CATEGORIA DEI FARMACISTI.


Roma, 7 dicembre 2005

Al Ministro della Salute
On.le Francesco Storace

e p.c.
Al Ministro dell’Economia e delle Finanze
On.le Giulio Tremonti

Al Presidente della Conferenza delle Regioni
On.le Vasco Errani

ANTICIPATA VIA FAX

Caro Ministro,
apprendo con notevole disappunto dell’ipotesi di introdurre nella legge finanziaria una norma proposta dalla On.le Daniela Santanchè che condiziona l’erogazione dell’indennità informatica (attualmente ancora inferiore ai costi realmente sostenuti dai medici) alla compilazione informatizzata del 90% delle prescrizioni, in luogo del 70% previsto anche nell’ultimo accordo convenzionale liberamente sottoscritto con le Regioni.

L’eventuale introduzione di simile provvedimento sarebbe assurda e irrazionale almeno per due ordini di ragioni:

  1. perché interferisce in modo arbitrario su una norma convenzionale definita su un legittimo tavolo di trattative fra OOSS e Regioni e strutturata in funzione delle caratteristiche proprie dell’attività che regola;

  2. perchè professionisti impegnati anche in attività di assistenza domiciliare sono di fatto impossibilitati a rispettare la stampa informatizzata del 90% delle prescrizioni.
Da anni questo Sindacato ha fatto proprio l’obbiettivo di informatizzare tutti i medici di famiglia dovendo superare, non già le resistenze dei propri associati, ma quelle di parte pubblica, al punto che attualmente la nostra categoria ha la percentuale di informatizzazione più alta nel variegato panorama del SSN.

Per altro anche l’ultimo accordo di lavoro, sottoscritto in data 23 marzo u.s., procede in tal senso, prevedendo il raggiungimento del 100% dell’ informatizzazione in tempi certi.

Un simile assurdo provvedimento, quindi, è frutto di ignoranza e di uno stile di governo autoritario.

Forse si vuole abolire il riconoscimento dell’indennità informatica dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta, vanificando gli sforzi di progresso della categoria? Se così è il legislatore (o chi propone l’emendamento) si assuma direttamente questa responsabilità.

I medici, infatti, sapendo di non poter ottemperare ad una norma inapplicabile, dovranno rinunciare all’informatizzazione o, per poter mantenere la pur modesta indennità, a ridurre drasticamente la loro attività di assistenza domiciliare.

E’ così miope il legislatore da determinare come risultato finale che il 100% delle prescrizioni sia effettuata a mano con danni incalcolabili per l’intero sistema ed anche per i cittadini?

Sono certo che Lei saprà rimediare a tale macroscopico errore facendo ritirare l’emendamento, onde evitare che la categoria ,da me rappresentata, sia costretta ad interrompere immediatamente la compilazione informatizzata delle ricette.

Cari saluti.
Mario Falconi