“Quanto
riportato dal “Sole 24 Ore” di oggi – afferma Mario Falconi, Segretario
generale nazionale della Fimmg – Federazione Italiana Medici di Famiglia,
sindacato maggiormente rappresentativo della categoria - e da alcuni lanci di
agenzia in merito alla riunione del Consiglio nazionale della Fnomceo dello
scorso 22 ottobre, manifesta un’evidente strumentalizzazione del dibattito e
delle sue conclusioni”.
“Si
evidenzia infatti una lettura dei fatti assolutamente distorta, ove emerge la
volontà di elementi estranei al confronto, di sfruttare una crisi seria e
radicata dell’Ordine dei medici - le cui cause vanno ascritte principalmente al
lassismo legislativo del Parlamento che non ha voluto porre mano per tempo alla
riforma degli Ordini – per far passare una logica qualunquistica e distruttiva
della stessa funzione istituzionale della Fnomceo.”
“Mi
riferisco – prosegue il leader della Fimmg - in particolare alle dichiarazioni
del segretario nazionale della Cgil medici che cerca di inserirsi in un
confronto sì teso e serrato, ma profondamente ispirato da una logica unitaria
di ricerca di nuove regole di autogoverno della Federazione, come testimonia lo
stesso comunicato stampa della Fnomceo diramato oggi. “
“La crisi
che si è aperta nella Fnomceo non va negata, né minimizzata. Ma è falso dire
che essa dipenda da mere personalizzazioni o tentativi di supremazia degli uni
sugli altri. Non tutti sanno, ed è bene
ricordarlo, che l’attuale Comitato centrale della Federazione è stato eletto a
stragrande maggioranza dallo stesso Consiglio nazionale riunitosi il 22 ottobre
e che è stato lo stesso Comitato centrale a proporre al Consiglio nazionale di
indire nuove elezioni, per ricreare un clima positivo di collaborazione e
condivisione”.
“Ulteriore
prova di questa volontà è l’impegno preso dal Comitato centrale, -
conclude Falconi -nella sua totalità,
di dimettersi e di verificare nel periodo pre-elettorale la possibilità di
mettere a punto nuove regole per il governo della Federazione.”
“Se c’è
qualcuno che è stato sconfitto va ricercato proprio tra coloro che da sempre
hanno visto nell’Ordine un ostacolo alla deregulation selvaggia della professione medica e alla
sua perdita d’identità “professionale”, in favore di fughe di stampo pseudo
liberista che non hanno riscontro in nessun Paese europeo.”