SFATATI I TIMORI SULL'ART. 6 DELL'A.I.R. LIGURE

Dopo la pubblicazione sul nostro sito dell'accordo integrativo sottoscritto con la Regione Liguria e con i Direttori Generali delle 5 ASL liguri, alcuni colleghi ci hanno inviato messaggi il cui contenuto è di preoccupazione per quella parte dell'articolo 6 che fa riferimento alle forme associative (ex art. 40 dell'ACN) di tipo societario e/o loro consorzi regolarmente costituiti secondo le norme del diritto societario. Ritengo quindi opportuno chiarire che quella parte dell'articolo è stata inserita per occupare uno spazio che in altre realtà è stato sottratto alla medicina generale ed affidato ad altri.

Nostra realtà regionale esiste da alcuni anni una sperimentazione di "Spedalizzazione territoriale" (attivata solo nella ASL 3 Genovese e nella 4 Chiavarese) che consente di mantenere al proprio domicilio il paziente grave che viene seguito dal MMG con la collaborazione di specialisti ospedalieri (i medici SUMAI non hanno aderito al progetto ma noi speriamo che ci ripensino), personale infermieristico ed OTA. Il tutto viene preliminarmente autorizzato da un nucleo di valutazione che coinvolge, oltre al curante anche un Geriatra, un infermiere con funzioni di caregiver, un assistente sociale fornito dal comune di residenza del paziente.

Questo progetto che fino al 31.12.01 è finanziato dal Ministero dovrà, per poter proseguire, essere finanziato dalle singole ASL con fondi propri. Si aprono come è evidente numerosi problemi economici e gestionali in quanto il servizio richiede personale e flessibilità gestionale. Alcune ASL hanno già detto che non sono in grado di gestire in proprio il sistema perché non possono assumere nuovo personale. Il servizio ha avuto un enorme gradimento da parte dei cittadini tanto che, proprio in questi giorni, una collega che consigliava il ricovero di un paziente neoplastico mentre i familiari preferivano una spedalizzazione territoriale, è stata sequestrata per alcune ore dai parenti che non accettavano il ricovero (sul caso si esprimerà la magistratura e l'ordine professionale).

Cosa è successo in altre regioni? Qualche ASL ha deciso di appaltare questo tipo di servizio e l'appalto è stato vinto da privati che non hanno alcun rapporto con il MMG ma che lo "usano" solo per le prescrizioni. D'altra parte non poteva andare altrimenti visto che, evidentemente, non esisteva in quelle realtà alcuna forma associativa di MMG costituita a norma di legge, con una sua personalità giuridica e con una sua capacità organizzativa, magari in collaborazione con altre realtà operative non mediche, in grado di concorrere, buttando sul piatto della bilancia il peso determinante della conoscenza dei pazienti e del territorio.

Speriamo con queste poche note di aver fugato le preoccupazioni che le forme associative possano sostituirsi al sindacato nelle trattative aziendali perché ogni trattativa in tal senso dovrà sempre essere sottoscritta anche dal sindacato e quindi questo pericolo, da sempre paventato quando si parla di forme associative, nel nostro caso non esiste.

Il Segretario Regionale
Francesco Prete