AMBIENTE: L'ESPERTO, 3.500 MORTI DA SMOG IN 8 CITTA' ITALIANE
Roma, 23 nov. (Adnkronos Salute) - Aria avvelenata nelle citta' italiane. Lo smog causa infatti, negli otto maggiori centri della Penisola, ben 3.500 decessi, 1.900 ricoveri per disturbi respiratori, 2.700 ricoveri per disturbi cardiovascolari, e nei bambini 31.500 casi di bronchite acuta e 30.000 attacchi di asma l'anno, secondo uno studio dell'Oms Centro europeo per l'ambiente e la salute. ''Si tratta di dati del '98, confermati da una ricerca del 2000'', sottolinea Roberto Romizi, presidente dell'Associazione medici per l'ambiente Isde Italia. E proprio in occasione della Giornata internazionale dei medici per l'ambiente, in programma lunedi' prossimo, i 'camici bianchi' hanno deciso di rimboccarsi le maniche. ''Vogliamo coinvolgere i medici di famiglia, perche' diano il buon esempio - spiega Romizi all'Adnkronos Salute - con comportamenti 'ecologici', come andare a piedi o usare la bici nei piccoli centri e, treno, metro' e mezzi pubblici nelle grandi citta'. E non dimenticare mai di allacciare la cintura in auto''. Fra i nemici della salute, ricorda l'Isde, ci sono anche i rumori: quelli che superano i 55 decibel sono legati a disturbi del sonno e della comunicazione, e possono interferire con la capacita' di concentrazione. Ma non finisce qui. Anche obesita' e sovrappeso sono legati allo stile di vita urbano. ''Siamo sempre piu' disabituati ad andare a piedi o in bicicletta. E in estate, a causa dello smog, i nostri bambini, devono rimanere in casa, con danni allo sviluppo psicosociale, mentre le auto circolano liberamente''. Oltretutto, nei Paesi europei gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte tra i 15 e i 35 anni. ''Oltretutto, il 5-6% degli incidenti stradali e' causato dall'effetto di farmaci, soprattutto tranquillanti, sonniferi e antistaminici, mentre si e' alla guida - sottolinea Romizi - e avvisare i pazienti di non prendere l'auto dopo aver inghiottito una pasticca non fa ancora parte della prassi medica''. Per questo l'esperto punta sul ruolo dei 'camici bianchi'. ''Certo, le cause di lesioni, infortuni e danni per la salute sono spesso extra-cliniche, ma non si puo' negare che il medico possa dare utili consigli e rappresentare un esempio di comportamento corretto''. Per questo motivo l'Associazione medici per l'ambiente e le associazioni di medicina generale (Fimmg) hanno approntato un questionario 'ad hoc', per indagare meglio sulle abitudini personali e professionali dei medici, in questo settore. Obiettivo, ambizioso, ''ridurre la mortalita' e morbosita' evitabile da traffico''. (Mal/Adnkronos Salute)