RUMORE: ISTAT, 6 MLN ITALIANI CON PROBLEMI DI SORDITA'
Roma, 29 nov. (Adnkronos Salute) - Italiani sempre piu' sordi. E i 'duri d'orecchie' non sono solo gli anziani, come ci si aspetterebbe, ma anche i giovani e i bambini. ''Colpa dell'inquinamento acustico, che ha portato a 6 milioni il numero degli italiani che soffrono di deficit uditivo piu' o meno grave'', rivela l'ultimo rapporto dell'Istat, di cui si e' parlato oggi a Roma in occasione della presentazione della filiale italiana della multinazione danese Widex, specializzata in apparecchi acustici digitali. La sordita', ormai, cresce del 5% l'anno, e rappresenta il 30% di tutte le cause di invalidita'. Traffico, musica ad alto volume, ma anche il rumore nei luoghi di lavoro attaccano le nostre orecchie al ritmo di 30 persone al giorno che scoprono di avere problemi d'udito. I dati piu' preoccupanti riguardano le giovani generazioni: in Italia sono 60 mila i bambini con forme gravi di sordita', a cui vanno aggiunti dai 600 ai 1.200 neonati sordi. Ad avere bisogno del sostegno scolastico, invece, sono tra i 7 e gli 8 mila studenti l'anno. A preoccupare gli specialisti, e' anche la bassa percentuale di chi riconosce e affronta il problema. Un terzo dei malati impiega ben tre anni prima di parlarne con il medico. Il 37% non e' cosciente del problema, mentre del rimanente 63%, il 30% non ha mai effettuato un controllo, pur sapendo di avere una ridotta capacita' uditiva. Eppure nella maggioranza dei casi (71%), sono a disposizione soluzioni valide. ''L'esposizione quotidiana al rumore eccessivo sui luoghi di lavoro - spiega Ornello Vitali, ordinario di Statistica economica all'universita' di Roma 'La Sapienza' e consigliere d'amministrazione Istat - e' la causa primaria, in molti casi, di perdita uditiva nella popolazione in eta' lavorativa''. Nel 2000, in Italia il 50% delle domande di riconoscimento di malattia professionale pervenute all'Inail riguardavano la sordita'. Sono 2 milioni gli italiani colpiti da sordita' per 'cause lavorative', e i costi sociali del mancato trattamento della patologia, soprattutto a causa della perdita di produttivita', sono stimati in 92 miliardi di euro all'anno nell'Ue. Usciti dall'ufficio, pero' ci aspetta l'inquinamento acustico ambientale, ''che ha superato in molte citta' i limiti fissati dalla normativa vigente''. Per l'Oms i limiti del rumore vengono oltrepassati nell'80% delle citta' italiane durante il giorno e nel 98% di notte: insomma, l'inquinamento acustico e' un problema per 41 milioni di italiani. Fonte principale e' il traffico stradale (60%). ''Anche se l'invecchiamento gioca un ruolo significativo - spiega Ovidio Brignoli, vicepresidente della Societa' italiana di medicina generale (Simg) - va tenuto presente che la nostra capacita' uditiva peggiora a partire dai 30-40 anni''. Il colpo di grazia, per le nostre orecchie, e' rappresentato anche dalla musica ad alto volume. ''Ecco perche' - prosegue Brignoli - la meta' dei giovani dichiara di avere problemi d'udito. E l'esposizione prolungate al rumore - aggiunge - puo' causare tachicardia, variazione della pressione arteriosa e della capacita' respiratoria, gastriti, nausea, alterazioni del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi. Cui vanno aggiunti gli 'effetti psicologici', con un aumento di aggressivita', emicrania, capogiri, inappetenza, difficolta' di concentrazione''. (Red-Chs/Adnkronos Salute)