ROMA - I medici di famiglia superano la prova a pieni voti. Il 61 per cento degli intervistati per
il sondaggio Abacus di Grandangolo ha dichiarato di essere soddisfatto del proprio rapporto con il
medico di base attribuendogli un voto tra 8 e 10. A questa cifra si aggiunge un 25 per cento di persone
che si considerano soddisfatti solo in parte mentre coloro che tengono il pollice verso sono soltanto
l'11 per cento. Un bel successo per coloro che rappresentano uno degli anelli fondamentali del servizio
sanitario nazionale in quanto sono il primo filtro tra il paziente e la malattia. Ai medici di famiglia
viene riconosciuta esperienza e professionalità, capacità di ascolto e d'attenzione mentre la facilita
nel reperirli viene riconosciuta in media dal 30 per cento degli intervistati fino ai 45 anni, scendendo
al 26,4 per cento dai 46 ai 60 anni e al 21 per cento per gli over 60. Se analizziamo invece il sondaggio da
un punto di vista geografico e al Centro e al Sud che c'è la maggiore soddisfazione. Quelli che hanno
dato un voto tra 8 e 10 sono gli ultra quarantenni.
Il sondaggio non si è fermato solo all'analisi dei medici di famiglia, agli italiani è stato chiesto
un parere sulle strutture sanitarie e anche la frequenza con cui ci si reca in ospedali, cliniche,
ambulatori privati e altro. Il 52 per cento degli intervistati ha dichiarato di non aver fatto negli
ultimi 12 mesi una visita medica o un esame specialistico, esclusi gli esami di controllo del sangue.
Il 67,2% di coloro che non ha mai fatto un esame ha tra i 18 e i 30 anni e in prevalenza al Centro-Sud.
Le strutture sanitarie in genere superano la prova per il 41 per cento degli italiani, anche se il
26,7% e soddisfatto della competenza dei professionisti, ma non della capacità di ascolto e di relazione.
Un altro dei punti dolenti della sanità italiana restano le lunghe liste d'attesa. Ed effettivamente
per il 45 per cento degli italiani i tempi d'attesa per fare una visita medica o un esame sono aumentati
rispetto al passato. Sono rimasti invariati per il 27 per cento e diminuiti solo per il 16%. C'è da
notare però per quanto riguarda l'ultimo anno maggiore è la frequenza delle strutture maggiore è la
tendenza a dichiarare una diminuzione dei tempi d'attesa.