La risposta alle e-mail di protesta inviate a Palazzo Chigi e la reazione della Fimmg


Ministero della Salute
Ufficio Stampa
3 marzo 2003

Decreto anti illeciti rafforza tutela dignità professione medica

In riferimento alle polemiche in atto da parte delle organizzazioni sindacali mediche sul Decreto contro gli illeciti in sanità, il Ministero della Salute sottolinea come queste siano del tutto infondate e strumentali. Basta leggere il Decreto Legge, infatti, per rilevare che le sanzioni amministrative saranno applicate in caso di colpa grave (per questo è stato definito dai mass media "antitruffa"). Sono, quindi, esclusi dall'ambito della sanzionabilità anche solo amministrativa gli errori e la variabilità del giudizio del medico sulla scelta della terapia più opportuna per il paziente.
A seguito dei recenti fatti di cronaca, il Decreto Legge si pone quale strumento per rafforzare il rapporto di fiducia tra medico e paziente, contribuendo alla tutela della dignità della professione medica, mai messa in discussione.


La risposta di Mario Falconi

Il decreto legge lo abbiamo letto tutti e nessun medico, né gli avvocati delle organizzazioni di categoria e neanche gli ordini professionali ne danno una lettura "tranquillizzante" come quella sopra esposta.

Non siamo disposti ad essere "presi in giro", sono in gioco il nostro onore e la nostra dignità di medici.

Il decreto legge và ritirato o profondamente modificato.

Il 14 p.v. ci incontreremo nella sede nazionale della Fimmg con numerosissimi rappresentanti delle sigle sindacali mediche e delle organizzazioni di cittadini per decidere tutte le azioni politico-sindacali utili non solo per reagire allo scellerato "decreto anti-truffa", ma anche per sostenere e rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale messo in serio pericolo dal sottofinanziamento e da ipotesi di devoluzione spinta.

Nell'attesa di ulteriori azioni politico-sindacali, invitiamo tutti i medici di famiglia inseriti in commissioni ministeriali a sospendersi dall'incarico. Abbiamo in tal senso già ottenuto ampia disponibilità da parte dei colleghi Pier Luigi Bartoletti, membro del Consiglio Superiore di Sanità e Ovidio Brignoli, Guido Marinoni, Walter Marrocco, esperti della Cuf.