E' stato firmato mercoledì 10 settembre il protocollo di collaborazione tra FIMMG (sezione provinciale di Torino), nella persona del segretario Mario Costa, il Comune di Torino, rappresentato dall'assessore alla Famiglia e ai Servizi Sociali, Stefano Lepri, e dall'assessore all'Urbanistica ed Edilizia Privata, Mario Viano, il Collegio Costruttori Edili di Torino, con il vicepresidente Alessandro Cherio, il protocollo di collaborazione per il reperimento di unità immobiliari da destinare a sedi per ospitare 'attività di "medicina di gruppo".
Il protocollo sancisce la collaborazione dei tre enti, ognuno per il proprio ambito, allo scopo di favorire lo sviluppo delle forme di "medicina di gruppo" in città e sul territorio della provincia, reperendo e segnalando ai medici interessati, spazi disponibili con adeguate metrature e caratteristiche idonee ad ospitare medici che scelgano di lavorare in gruppo.
I rappresentanti degli enti promotori hanno convenuto sull'importanza dell'iniziativa, che, per il suo aspetto sociale e la forte impostazione culturale, indica la volontà chiara di migliorare ulteriormente la presenza capillare della medicina di famiglia sul territorio, rendendo il medico di famiglia, figura che i sondaggi indicano la più gradita tra le componenti del servizio sanitario nazionale, ancora più vicina al tessuto sociale e fulcro dell'assistenza e prevenzione sul territorio.
"E' un primo passo compiuto grazie alla sensibilità degli amministratori di una grande città come Torino è - ha commentato il segretario provinciale di FIMMG Torino, Mario Costa. Da subito FIMMG esporterà identiche proposte anche al territorio provinciale, coinvolgendo i sindaci ed i presidenti delle Comunità Montane".
Ad un primo sondaggio dell'offerta immobiliare sul territorio, si sono rese disponibili 23 unità, dislocate in diverse zone di Torino città (una in provincia), che presentano caratteristiche idonee ad ospitare medici che scelgano di lavorare in gruppo.
Torino, 12 settembre 2003
PER LA FIMMG TORINO
IL SEGRETARIO PROVINCIALE
MARIO COSTA
PER IL COLLEGIO COSTRUTTORI EDILI ANCE TORINO
IL PRESIDENTE SETTORE EDILIZIA PRIVATA
ALESSANDRO CHERIO
PER LA CITTÀ DI TORINO
L'ASSESSORE STEFANO LEPRI
L'ASSESSORE MARIO VIANO
Sezione provinciale di Torino
Premessa:
I dati raccolti dall'OMS, sugli indicatori relativi ai sistemi sanitari
mondiali, attribuiscono all'Italia il secondo posto per quanto riguarda il
rapporto spesa-benefici.
Ciò significa che il nostro Paese è il secondo per risultati in termini di
"produzione di salute" in rapporto alla spesa per la sanità.
Questo risultato, certamente lusinghiero, premia un Sistema sanitario, che,
nonostante sprechi e disomogeneità applicative, risulta essere tra i più
efficaci in campo mondiale.
Un altro dato fornisce un ulteriore elemento di chiarezza: il gradimento
che viene continuamente espresso in più sondaggi, da parte del cittadino,
nei confronti della Medicina e della Pediatria di famiglia.
In tale fondamentale forma di assistenza sul territorio, infatti, il
cittadino trova, in giornata o comunque in tempi brevissimi, risposta
efficace, veloce ed accessibile alla maggior parte dei propri problemi di
salute.
E' ovvio che un accesso più prolungato nel corso della giornata, a tali
servizi di primo livello, risulta gradito all'utenza e può in parte evitare
il ricorso improprio ai centri di pronto soccorso ospedalieri.
Una risposta viene offerta dall'istituzione della "medicina in associazione" ed in particolare dalla "medicina di gruppo", che rappresenta una forma di organizzazione del lavoro da parte di medici che volontariamente la costituiscano, secondo precise regole fissate dagli accordi convenzionali.
L'attuale accordo collettivo nazionale DPR 270/2000 per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, ai sensi dell'art. 8 del decreto legislativo 502/92 come modificato dai decreti legislativi n. 517/93 e n. 229/99, pubblicato sulla G.U. n. 230 del 2 ottobre 2000 (supplemento ordinario n. 165), stabilisce, all'art. 40, "forme associative dell'assistenza primaria" la promozione, in particolare, (commi 6, 9, 13) di MEDICINA DI GRUPPO.
L'attuale accordo collettivo integrativo regionale piemontese per la medicina generale, firmato il 7 Febbraio 2003, valido per gli anni 2003-2005, stabilisce, all'art. 3 "forme associative", in particolare, nuovi limiti di orario per le forme associative della medicina generale ed un innalzamento del "tetto" di disponibilità alla costituzione di MEDICINA DI GRUPPO, al 20% dei medici di assistenza primaria operanti in Piemonte
La MEDICINA DI GRUPPO rappresenta una forma di assistenza organizzata, da parte di un numero di medici di medicina generale che varia dai tre agli otto; essi operano OBBLIGATORIAMENTE IN UNA STESSA STRUTTURA DI SERVIZIO, CON UN COLLEGAMENTO INFORMATICO che permette loro di accedere ai dati clinici di tutti i pazienti assistiti da ciascun medico del gruppo, onde poter intervenire con tempestiva conoscenza dei dati clinici.
Tale assistenza, pur mantenendo inalterato il principio di libera scelta
del medico da parte dell'assistibile ed il rapporto continuativo di fiducia
tra medico ed assistito, garantisce a tutti gli assistiti dei medici
organizzati in medicina di gruppo, di poter fruire, all'occorrenza, delle
prestazioni previste in Convenzione, da parte di ogni medico componente la
Medicina di gruppo.
In altre parole, ogni paziente continua a far riferimento al proprio medico
di fiducia, ma, ove se ne presenti la necessità, può accedere gratuitamente
alle prestazioni di un altro medico componente la MEDICINA DI GRUPPO.
Considerazioni
Si evince con chiarezza che una forma associativa come la MEDICINA DI
GRUPPO rappresenti una grande opportunità per un ambito comunale, poiché
permette maggiore accessibilità continuativa ad un pubblico servizio (qual
è quello dell'assistenza in ambito della medicina generale), per molte ore
al giorno, potendo giungere, in caso di massima adesione dei medici al
gruppo stesso, anche alle dodici ore che vanno dalle otto alle venti,
orario di inizio del servizio della Continuità Assistenziale.
In tale caso l'accessibilità ad una struttura di servizio a vocazione
pubblica costituisce una vera e propria risorsa per il comune che la
ospita, non solo a ragione - già di per sé sufficiente - di maggiore
completezza ed efficienza assistenziale, ma anche per evitare o comunque
limitare costi aggiuntivi collettivi o individuali costituiti da ricorsi
impropri al Pronto soccorso ospedaliero o a strutture private.
In una recentissima indagine curata dalla Federazione Italiana dei Medici
di Medicina generale (FIMMG) e presentata sulle pagine de "IL SOLE 24 ORE"
e "CORRIERE DELLA SERA" si evince con chiarezza che i cittadini italiani
apprezzano ed auspicano le forme di assistenza medica di gruppo, poiché
ritengono che il lavoro così organizzato, possegga contenuti professionali
migliori e potenzialità assistenziale più completa.
Il lavoro in forma di medicina di gruppo viene ottenuto da parte del Comune
senza alcun onere economico, in quanto gli incentivi ai medici, per
la costituzione della Medicina di gruppo, sono previsti e già stanziati in
ambito regionale e dalla regione direttamente corrisposti.
In altre parole il comune in cui non opera una medicina di gruppo perde
un'occasione di maggior offerta pubblica di assistenza.
Problematiche e realtà territoriali diverse.
CONCLUSIONI
La FIMMG si rivolge alle amministrazioni comunali, a partire dalla città capoluogo del Piemonte, per avviare un'iniziativa alla loro portata, volta all'ulteriore miglioramento dell'assistenza della medicina primaria sul territorio: offrire ai medici di famiglia, che intendessero aggregarsi in medicina di gruppo, possibilità per la realizzazione del progetto.
Mario COSTA
Segretario provinciale FIMMG Torino
L'assessore alla Famiglia ed ai Servizi Sociali, Stefano Lepri, e l'assessore all'Urbanistica ed Edilizia Privata Mario Viano, unitamente al segretario provinciale FIMMG - Torino (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) Mario Costa ed al presidente del settore edilizia privata del Collegio Costruttori Edili - ANCE Torino e vicepresidente ANCE Piemonte Alessandro Cherio, hanno illustrato, alla presenza del direttore regionale alla programmazione sanitaria Luigi Robino, il protocollo di collaborazione per promuovere e potenziare lo sviluppo della "medicina di gruppo" per l'attività ambulatoriale convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale.
La "medicina di gruppo", considerata nell'accordo regionale per la Medicina Generale (triennio 2003 - 2005) una tra le forme associative per migliorare l'assistenza, consiste nell'organizzazione su base volontaria di un gruppo di medici di famiglia, in numero da 3 ad 8, operanti in unica sede ambulatoriale e offre al cittadino l'accesso ai servizi dell'ambulatorio in un orario giornaliero ampliato. A tal fine è stato avviato un raccordo operativo per il reperimento di locali da destinare a sedi ambulatoriali, e in proposito sono già pervenute diverse disponibilità da parte del Collegio Costruttori.
Per la Città, che riconosce nella salute il fulcro ed il principio di orientamento delle sue politiche intersettoriali, questa occasione rappresenta una prima tappa dell'azione corale prevista dal neo istituito Organismo di Coordinamento cittadino delle attività svolte dalle Aziende Sanitarie Regionali (Deliberazione Consiglio Comunale 28 luglio 2003).
Questa collaborazione scaturisce da una metodologia di lavoro partecipato che vede il confronto e il raccordo fra i diversi soggetti (istituzioni, aziende sanitarie, università, enti di ricerca, mondo produttivo, privato sociale e rappresentanze della cittadinanza) coinvolti nell'individuazione di programmi e strategie in campo sanitario e socio-sanitario.
Torino, 10 settembre 2003
Come Collegio Costruttori abbiamo accolto con piacere la proposta
dell'Assessore Lepri e della FIMMG (Federazione Italiana dei Medici di
Medicina Generale) in quanto riteniamo che l'istituzione della "Medicina di
gruppo" - sancita dalla Convenzione Nazionale per la Medicina Generale
270/2000 ed integrata dall'Accordo Regionale del 27 marzo u.s. - possa
concretamente costituire un servizio sociale utile alla collettività ed
operativamente valido se collocato nelle sedi opportune. Pertanto abbiamo
informato i nostri Operatori di tale iniziativa al fine di individuare
eventuali unità immobiliari disponibili ed accessibili, con riferimento
alle barriere architettoniche, dove localizzare ambulatori per la medicina
di gruppo.
Delle 26 proposte segnalateci dai nostri Associati (in locazione e/o
vendita) 23 sono localizzate in Torino (per un totale di quasi 8.000 mq di
superficie commerciale), 1 è situata nel Comune di Rondissone (600 mq di
superficie commerciale) e 2 sono nel Comune di Trofarello (per un totale di
circa 720 mq di superficie commerciale); si tratta di proposte con
connotazioni e dimensioni molto diverse tra loro che vanno dalla singola
unità immobiliare di 130 mq (eventualmente accorpabile) ad interi piani di
stabili ancora da frazionare (con superficie superiore a 1.000 mq) dotati
di più accessi. I dati sopra riportati sono soggetti ad eventuali
aggiornamenti.