CASSAZIONE, DA ASSOLVERE LE TERAPIE ANTIDOLORE PRE LEGGE
Roma, 19 set. (Adnkronos Salute) - I medici che hanno somministrato oppiacei e anfetamine a tossicodipendenti in crisi di astinenza o ai malati di Hiv prima che la "terapia del dolore" fosse approvata dalla legge del febbraio 2001 vanno assolti. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha annullato la condanna ad un anno e due mesi di reclusione inflitta ad un medico di Rovigo, Manfredo S., accusato appunto di aver prescritto oppiacei e anfetamine prima che la "terapia del dolore" fosse liberalizzata. La Quarta sezione penale, nell'annullare il verdetto di condanna della Corte d'appello di Venezia, si è detta non "insensibile ai valori in linea con una più moderna concezione del trattamento delle patologie che comunque comportino sofferenza e dolore nel paziente". Per aver prescritto 'Tamgesic' e 'Plegine', un medico di base della Usl di Rovigo, nell'aprile 2001, era stato condannato ad un anno e due mesi di reclusione. L'accusa era quella di aver prescritto medicinali prima della liberalizzazione della 'terapia del dolore' a tossicodipendenti in crisi di astinenza e a malati di Hiv. Ma ora la Quarta sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso del medico perché nel prescrivere quei medicinali, dice piazza Cavour, aveva agito "secondo scienza e coscienza", senza lucrare sulle ricette. Secondo la Suprema Corte quel medico "precursore" va assolto "perché ciò che ha fatto è avvenuto per una 'scelta terapeutica'" che ora "ha trovato pieno riconoscimento nel vigente ordinamento". (Adnk/Adnkronos Salute)