RAPPORTO CEIS, 6,5 MLD EURO DISAVANZO STIMATO 2004
Roma, 14 ott. (Adnkronos Salute) - Ammontera' a 6,5 miliardi di euro il disavanzo stimato nella sanita' per il 2004. Per colmarlo sarebbero necessarie nuove forme di compartecipazione alla spesa per sette miliardi di euro, che inevitabilmente ricadrebbero sulle tasche dei cittadini. A lanciare un nuovo allarme sui conti che non quadrano e' il Rapporto Sanita' 2003 del Ceis (Centro di studi internazionali sull'economia e lo sviluppo) dell'Universita' di Tor Vergata di Roma. La spesa pubblica per la sanita' continua a crescere. E' valsa a poco, evidenzia il Rapporto, l'introduzione dei ticket sui farmaci, ''che hanno avuto un effetto molto limitato''. Si allargano le diseguaglianze fra le regioni, anche per effetto della ''modifica del sistema di finanziamento, in particolare per l'introduzione dell'Irap da un lato e del federalismo fiscale dall'altro''. Per far quadrare i conti e tenere in equilibrio finanziario il sistema, soprattutto nelle Regioni meridionali ''nel 2010 la compartecipazione dei cittadini alla spesa dovrebbe essere il triplo di quelle attuali'', con ticket fino a 8-10 volte piu' alti. Con il rischio di collasso del sistema nelle regioni gia' in difficolta'. L'allarme riguarda soprattutto Campania e Calabria. In generale, nel meridione, sottolinea il rapporto Ceis, la capacita' di continuare a finanziare la sanita' e' a ''forte rischio'', in particolare per ''quote di spesa fuori controllo per il privato convenzionato''. Regioni virtuose sono, al momento, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Friuli, ''al riparo da problemi di sostenibilita' finanziaria a medio termine''. Analizzando la soluzione adottate negli ultimi anni per il controllo della spesa, il rapporto Ceis evidenzia ''qualche perplessita''' per la decisione di fissare una quota nazionale di posti letto ogni mille abitanti. Questo tetto, difficile da raggiungere, non tiene quota delle peculiarita' di ogni regione e rischia di ottenere risparmi solo sulla carta, mentre i costi per l'assistenza agli acuti sono destinati a crescere del 13% in 15 anni. Allo stesso modo, e' discutibile la scelta di un 'tetto' unico per la spesa farmaceutica, che non e' coerente con le esigenze delle regioni piu' 'anziane'. I risparmi prodotti da questi provvedimenti sono piu' virtuali che reali, mentre la crescita della spesa sanitaria e' un dato di fatto. In attesa di poter quantificare gli effetti del nuovo prontuario farmaceutico, avverte il rapporto, c'e' il rischio di ''un contenzioso Stato-Regioni, se queste ultime saranno costrette a inasprire i ticket'' per garantire la sostenibilita' del sistema sanitario pubblico. L'analisi del Ceis sullo stato di salute della nostro sistema sanitario non e' confortante. Ne sono consapevoli gli stessi addetti ai lavori, che chiedono di smetterla di considerare la sanita' solo come una spesa da tagliare e di destinarvi piu' risorse. Per il segretario della Federazione dei medici di famiglia (fimmg), Mario Falconi, ''il futuro del Ssn ha una prognosi infausta''. ''Colpa anche del federalismo - afferma Serafino Zucchelli, segretario dell'Anaao - che ha aumentato le differenze fra i cittadini, minando la tutela del diritto alla salute. La soluzione non e' cambiare il sistema, ma alimentarlo in modo adeguato''. D'accordo anche Livia Turco, responsabile Welfare dei Ds, che propone di ''riordinare il servizio sanitario nazionale attorno ai grandi obiettivi di salute'' e che indica come priorita' la continuita' assistenziale e la tutela della non autosufficienza. (Mad/Adnkronos Salute)