ANZIANI: STUDIO UE, ITALIA ULTIMA PER ASSISTENZA DOMICILIARE
Firenze, 30 ott. (Adnkronos Salute) - Italia 'fanalino di coda' in Europa per l'assistenza domiciliare agli anziani. Solo l'1% degli over 65, infatti, ne puo' beneficiare nel nostro Paese. Lo rivela una ricerca dell'Unione europea, condotta dall'universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma in 11 Paesi e presentata oggi al Congresso di Gerontologia e Geriatria, in corso a Firenze. L'Italia, dunque, si guadagna la maglia nera. ''Anzi nerissima'' commentano gli specialisti, visto che secondo l'inchiesta Ue l'assistenza domiciliare agli anziani sale al 6% in Repubblica Ceca e Slovacchia, a oltre l'8% in Francia, al 10% in Germania e addirittura a oltre il 20% in Gran Bretagna e Paesi scandinavi. Italia ultima classificata in Europa dunque. ''Il nostro Sistema sanitario riesce ad assistere a domicilio meno dell'1% degli over 65, piu' precisamente lo 0.9%'', ha detto oggi il responsabile dello studio, Roberto Bernabei. ''Si tratta - ha spiegato - di un'indagine durata tre anni, realizzata per il Quinto programma quadro della Commissione, con lo scopo di capire le differenti caratteristiche di ciascun sistema e individuare il migliore''. I risultati completi saranno presentati a Bruxelles nelle prossime settimane e dovrebbero essere pubblicati anche su Lancet. Secondo gli autori della ricerca si tratta di numeri preoccupanti anche in considerazione del fatto che ''l'Italia e' ormai il Paese piu' vecchio del mondo con circa un quarto della popolazione oltre i 65 anni''. Un efficiente servizio di assistenza domiciliare diventa cosi' strategico, per gli specialisti, ''almeno per tre motivi: garantisce sorveglianza e aiuto a persone rese fragili dall'eta'; le fa sentire meno sole; consente risparmi sensibilissimi al sistema''. ''In Italia - ha aggiunto Bernabei - si preferisce di gran lunga ricoverare gli anziani in ospedale. Ma - ha puntualizzato - un solo giorno di degenza costa oltre cinquecento euro. Mentre con l'assistenza a domicilio non si superano i cinquanta. Una differenza di uno a dieci che pesa enormemente sul bilancio dei sistemi sanitari''. Per i geriatri dunque una diversa organizzazione consentirebbe di risparmiare miliardi di euro, ''oltretutto garantendo pił efficenza''. La ricerca non prescinde dalla considerazione che il sistema assistenziale di ciascun Paese rispecchia cultura e costumi locali. La graduatoria dell'Italia, in fondo alla classifica, si spiega dunque anche con la forte diffusione del volontariato, che supplisce alle carenze dello Stato, e con quel che resta della vocazione assistenziale delle famiglie. ''Il peso ricade principalmente sulle donne'', commenta il professore in una nota. ''Ma questo modello ha esaurito le risorse. Anche in Italia prevale la famiglia mononucleare e le donne, che lavorano ormai tutte fuori casa, non sono piu' disponibili per fare da balia agli anziani. Dunque tocca allo Stato attrezzarsi per intervenire''. (Red-Chs/Adnkronos Salute)