SEDE REGIONALE SICILIA
RUOLO DELLA MEDICINA GENERALE NEL PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE (EX 328/2000)
I lavori preparatori per l'attuazione del PIANO DI ZONA distrettuale sono ormai quasi definiti. Ciò sta accadendo anche per quasi tutti i distretti della provincia di Palermo e per le altre province Siciliane. Si stanno predisponendo le CONFERENZE DI SERVIZIO da diffondere sul territorio; queste avranno una funzione informativa e conoscitiva delle varie realtà locali e di raccolta di proposte da parte di tutti gli operatori sociali e da parte dei cittadini. Si potrà, una volta varato il PIANO DI ZONA, passare all'ACCORDO DI PROGRAMMA con l'ASL per approvare il BILANCIO DI DISTRETTO. Solo allora potremo dire di essere entrati nella fase attuativa della legge. La Medicina di Famiglia nelle sue organizzazioni sindacali e scientifiche si interroga su quale possa essere il suo ruolo relativamente agli scenari che questa inevitabilmente modificherà. La realtà socio-sanitaria va così velocemente evolvendo che è sempre più difficile tenere il passo dei cambiamenti e comprenderne a pieno le implicazioni future. La legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali spinge sicuramente verso una nuova Welfare Community, una comunità solidale in cui tutti gli attori lavorino insieme secondo il principio di sussidiarietà in un rapporto di "leale collaborazione" utilizzando tutte le risorse umane, finanziarie, imprenditoriali e organizzative, per garantire la PROTEZIONE SOCIALE E LA TUTELA DELLA SALUTE. Questo passaggio sarà necessario e indispensabile perché i sistemi basati sul WELFARE STATE di tipo centralistico, settoriale, burocratico, monopolistico si sono tutti dimostrati deficitari e insufficienti. Al contrario un sistema che leggero, federalistico, integrato, "aziendalizzato", sarà l'unica prospettiva vicina a tutti coloro, e non sono pochi, che vogliano difendere l'equità delle cure e un sistema sociale di difesa della salute. Si è visto che un sistema di welfare è leggero nella misura in cui si privilegiano le cure domiciliari. Un sistema pesante invece, quello tuttora in esercizio, è basato principalmente sugli ospedali come erogatori di salute. Nella nuova visione in cui le cure domiciliari sono l'ossatura portante del sistema non si possono non citare i Medici di Famiglia che in tutte le società evolute sono punto cardine. Nell'ambito della raccolta dei dati, degli studi epidemiologici, della ricerca sulle patologie sociali e sull'applicazione delle terapie ormai la Medicina di Famiglia sta acquisendo un backround unico e invidiabile. Cosiderando la necessità della INTEGRAZIONE delle risorse e dell'APPROPRIATEZA degli INTERVENTI non si deve correre il rischio di SOVRAPPOSIZIONE DI INTERVENTI, DUPLICAZIONE o peggio di SPRECO investendo male le risorse che, sappiamo bene, essere limitate. Naturalmente tutto questo, cioè un coinvolgimento a pieno titolo del Medico di Famiglia, quale referente naturale in quanto ha conoscenza globale delle persone (di più generazioni) che assiste non solo per gli aspetti sanitari ma anche per quelli sociali, lo vede come il coordinatore naturale del sistema socio assistenziale, essendo in grado di orientarne tutti i percorsi. Il sistema integrato delle cure non potrà avvenire senza un adeguata formazione: su questo ambito si troverà sicuramente un terreno fertile pechè da anni ormai i Medici di Famiglia sono abituati a occuparsi direttamente della Formazione e dell'aggiornamento avendo compreso in tempi non sospetti quanto questo fosse di vitale importanza per il loro ruolo professionale. Quindi concludendo, INTEGRAZIONE,APPROPRIATEZZA degli interventi, DOMICILIARIZZAZIONE DELLE CURE troveranno il medico di Famiglia pronto e vicino a chi vorrà operare per un sistema di WELFARE COMMUNITY. Proposta delle Presidenze regionali della FIMMG e SIMG