SIRCHIA - SSN 'ARRUGGINITO', 5 PRIORITA' CON REGIONI
Milano, 13 dic. (Adnkronos Salute) - Il Servizio sanitario nazionale ''e' un po' arrugginito''. Lo ha affermato oggi a Milano il ministro della Salute Girolamo Sirchia, che aprendo un convegno promosso dall'Associazione Panacea ha riassunto le cinque priorita' su cui il governo sta lavorando, in stretta sinergia con le Regioni. Nonostante si continui a parlare di tagli al Fondo sanitario nazionale - ha detto Sirchia - in due anni questo e' passato da 132 mila a 160 mila miliardi di vecchie lire. Ma la crescita della domanda, e i costi del federalismo stanno erodendo questo aumento''. Da qui ''la necessita', per prima cosa, di ridurre la spesa pensionistica per recuperare risorse da destinare alla sanita'''. Quindi ''va promossa la medicina di gruppo, va rivista la gestione dei dipartimenti ospedalieri, va affrontato il problema della cronicita'. E va cambiato il sistema di finanziamento della ricerca''. ''Malgrado in Italia il welfare assorba il 25% del Pil, in linea con gli altri Paesi Europei - ha spiegato Sirchia - le risorse sono sbilanciate sulla previdenza. Alla sanita', da parte pubblica, va solo il 6,2%, cui si aggiunge un 2,4% da parte privata, per arrivare a un 8,6%: piu' che nel Regno Unito ma circa l'1% in meno che in Francia e in Germania. Bisogna quindi ridurre la spesa pensionistica per recuperare questo punto percentuale, che nel frattempo si sta erodendo perche' Francia e Germania hanno operato grandi tagli e stanno scendendo dal 10% al 9,5%''. Agire sulla previdenza pero' ''non basta'', ha puntualizzato il ministro. ''Bisogna rivedere l'organizzazione del sistema, oggi vetusta''. Ed ecco il secondo punto: ''Riordinare la sanita' territoriale per non intasare ospedali e Pronto soccorso, rendendo la medicina di gruppo (con medici e pediatri di famiglia e medici di guardia) un servizio di primo livello''. Ma ''questa soluzione andra' studiata bene dal punto di vista giuridico. A fronte di un dato budget, questi presidi saranno tenuti a garantire una certa quantita' e qualita' di prestazioni''. Stessa cosa bisognera' fare con i dipartimenti ospedalieri, terzo punto. ''E' importante che cresca la qualita' dei servizi. Ma soprattutto e' fondamentale che i cittadini se ne rendano conto, cosi' da limitare le migrazioni all'estero a carico del Ssn. Si pensi - ha riferito Sirchia - che nel 2002 lo Stato ha pagato ben 35 milioni di euro soltanto per le prestazioni oncologiche dei pazienti italiani che erano andati a farsi curare a Parigi''. E proprio per far capire agli italiani il valore degli ospedali nazionali, ha ricordato Sirchia, ''sono gia' stati pubblicati online i risultati ottenuti dai vari centri trapianto. Entro gennaio saranno resi noti i dati relativi ai by-pass. Quindi faremo lo stesso per le protesi d'anca e cosi' via''. Quarto problema ''la cronicita' e la non autosufficienza. Servono 30 mila miliardi di vecchie lire, ma il sistema dispone solo della meta'. Dobbiamo quindi trovare altri 15 mila miliardi. Con questa Finanziaria non e' stato possibile, speriamo nell'anno prossimo''. Ultimo punto la ricerca, ''quella traslazionale, che trasferisce in breve le scoperte dal banco di laboratorio al letto del malato. Servono nuove fonti di finanziamento. Bisogna valorizzare il ruolo delle aziende - ha suggerito il ministro - mettendo insieme ricercatori dell'universita' e ricercatori dell'industria. Solo cosi' non saremo piu' costretti ad acquistare innovazioni e tecnici dall'estero, come invece accade oggi'', ha concluso Sichia. Presente all'incontro milanese anche Paolo Romani, deputato del Parlamento. ''Nel contratto con i cittadini - ha affermato - abbiamo fatto promesse che intendiamo mantenere entro il 2006, anche se in questi due anni e' successo di tutto''. Tuttavia ''qualche segnale di ripresa c'e'. La 'locomotiva' europea e' piu' lenta di quella americana, benche' la locomotiva lombarda, per esempio, vada piu' veloce di altre. Confidiamo in questi segnali di ripresa, affinche' quest'alba diventi un sole che illumini l'economia del Paese''. (Opa/Adnkronos Salute)