ESPERTI, A PREVENZIONE POCHI FONDI E NEMMENO TUTTI SPESI
Roma, 16 dic. (Adnkronos Salute) - La prevenzione 'cenerentola' della spesa sanitaria in Italia. A iniziative e programmi per evitare le principali malattie e' destinato solo il 5% del Fondo sanitario nazionale. Non solo. Se i fondi disponibili sono pochi, si spende addirittura meno, con una media del 4,24%. E' l'allarme lanciato dagli esperti riuniti al convegno 'Prevenzione e tutela della salute', promosso dalla presidenza della Commissione Sanita' del Senato nella Sala del Cenacolo della Camera. ''La spesa sanitaria dedicata alla prevenzione - sottolinea Antonio Tomassini, presidente della Commissione Sanita' di Palazzo Madama - e' davvero insufficiente. Ma e' ancor piu' preoccupante che non venga mai interamente utilizzata''. Molte Regioni, infatti, non riescono a impiegare nemmeno i fondi disponibili. Lazio Campania e Friuli Venezia Giulia sono in coda alla classifica. Secondo Carlo Signorelli, professore di Igiene all'universita' di Parma, destinano a programmi di prevenzione rispettivamente il 2,98%, il 2,80% e il 2,84%. Raggiungono il 5%, invece, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta, Sardegna e Basilicata. In Italia, le morti evitabili sono circa 79.000 l'anno, 26.497 per patologie cardiache. Per questo, ricordano gli esperti, la prevenzione e' un investimento strategico, sia quella primaria, sia quella secondaria, come gli screening che permettono la diagnosi precoce delle malattie aumentando le possibilita' di guarigione. ''Oltre a buoni consigli e sermoni sui corretti stili di vita - afferma Tomassini - e' il momento di valorizzare proprio la prevenzione secondaria. Sapere in anticipo da quali sindromi potra' essere colpito un paziente e' strategico. Inutili, invece, esami 'a pioggia', non specifici, che fanno lievitare la spesa sanitaria''. ''Servono senz'altro piu' fondi - sottolinea Mario Falconi, segretario della Federazione medici di famiglia (Fimmg) - ma anche una cultura della prevenzione e una organizzazione a rete, per interventi mirati ed efficaci''. Un aiuto puo' arrivare da un nuovo test, che con un semplice esame del sangue, misura lo stress ossidativo dell'organismo, 'spia' di alterazioni biologiche e, dunque, del rischio di sviluppare patologie. Il kit, messo a punto dal Gruppo Unilabs di Ginevra e presentato al convegno, analizza la capacita' della membrana cellulare di resistere all'attacco dei radicali liberi: e' una sorta di bussola che puo' indirizzare a esami specifici e terapie personalizzate. (Mad/Adnkronos Salute)