RINNOVO DELLA CONVENZIONE E LA GRANDE SFIDA DELLA FIMMG EMERGENZA SANITARIA
Il 17 dicembre alle ore 11.00 presso la sede della SISAC si è tenuto un incontro tra le OO.SS. ed alcuni componenti di parte pubblica con all'ordine del giorno le proposte al documento presentato dalla SISAC il giorno 12 dicembre, relativo ad uno schema per un accordo preliminare al rinnovo dei contratti di convenzione. Riguardo ai principi generali sicuramente sono condivisibili le dichiarazioni di difesa e validità del Servizio Sanitario Nazionale, quale struttura portante di una organizzazione che permetta la salvaguardia e la promozione della salute di tutti i cittadini pur nella consapevolezza della necessità di una mirata ristrutturazione che passa attraverso la riqualificazione dell'assistenza territoriale a cui necessariamente segue quella dell'assistenza ospedaliera. Parole di apprezzamento sono state espresse anche per la dichiarata volontà di garantire su tutto il territorio nazionale la erogazione ai cittadini dei livelli essenziali di assistenza anche se comunque subordinata alla compatibilità economica. Altrettanto condivisa la dichiarazione di voler coinvolgere i professionisti nella responsabilità programmatoria e gestionale in merito alle scelte di politica sanitaria regionale e locale. Importante è anche la volontà dichiarata di organizzare il compenso dei medici convenzionati in modo tale che sia sintonizzato con il raggiungimento degli obiettivi di salute programmati e che veda premiata la professionalità e la qualità del lavoro. Riguardo il nostro settore, invece, non abbiamo condiviso anzi, fortemente contestato, la iniziale intenzione di affidare alle regioni il compito di definire l'organizzazione dell'area funzionale e giuridica dell'emergenza sanitaria. Nel nostro documento abbiamo esplicato le ragioni della nostra contrarietà e già ad una prima controreplica da parte del vice presidente della SISAC, Natoli, abbiamo ricevuto la garanzia della volontà di riportare la negoziazione del nostro settore a livello nazionale lasciando alle regioni l'aspetto strettamente organizzativo del servizio. Sicuramente è un buon risultato rispetto ai precedenti intendimenti ma non ci sentiamo di abbassare la guardia. Anzi da questi incontri e quelli che verranno (il prossimo sarà il 15 gennaio 2004 per la presentazione da pare della SISAC del documento rielaborato con i contributi offerti dalle varie sigle sindacali) dovremo porci nelle condizioni di farci portavoce non solo delle esigenze contrattuali di una categoria di professionisti dell'emergenza ma anche della necessità di un ripensamento globale di un sistema di emergenza che per molti aspetti appare ancora disomogeneo e tutto sommato ancora da omologare. Il contratto di lavoro rappresenta uno dei possibili strumenti operativi di cui le regioni si serviranno per regolamentare l'utilizzo di una delle figure professionali necessarie per organizzare i propri servizi di 118 e di emergenza intraospedaliera ma non vincola le regioni ad una organizzazione complessiva del sistema il più possibile omogenea su tutto il territorio nazionale. Non è scritto da nessuna parte quanti medici servano per garantire un livello essenziale di assistenza nelle situazioni di emergenza, né tanto meno che in un mezzo di ALS sia obbligatoria la presenza del medico. Ebbene, il sistema dell'emergenza urgenza in Italia continua ad essere terra di nessuno e questo è tanto vero che soprattutto relativamente al soccorso sul territorio si sente ancora dire che in "emergenza faccia chi sappia fare" incrementando ulteriormente il livello di caos che regna sovrano. Strano che non si senta dire altrettanto nelle sale operatorie dove non ci risulta che se un tecnico ferrista sappia fare un intervento chirurgico prenda il posto del medico chirurgo, così come pure il contrario. Altra nota dolente è rappresentata dalla miriade di associazioni, scuole e providers vari che propinano corsi a tutto spiano alle migliaia di discenti sprovveduti che di fronte al vuoto istituzionale ed accademico è costretta ad abbeverarsi nel mare magnum dell'aggiornamento a caro prezzo. Ebbene di fronte a tutto questo noi della FIMMG Emergenza Sanitaria vorremmo lanciare una sfida: