Roma, 09 settembre 2004
COMUNICATO STAMPA
Farmaci: perché una casta dagli enormi privilegi e profitti,
i proprietari di farmacie, attacca indiscriminatamente i medici?
E’ quanto si chiede Mario Falconi – Segretario Generale Nazionale della Fimmg – Federazione Italiana Medici di Famiglia - il quale porrà tale domanda ai membri dell’Esecutivo e della Segreteria Nazionale della Fimmg convocata a Roma il giorno 11 settembre p.v.
Tanti sono i dubbi che ci assillano, uno dei quali potrebbe essere quello, come avvenuto nel recente passato, che Federfarma faccia da apripista per rendere più accettabile agli occhi dei cittadini un controllo a tappeto della Guardia di Finanza in una logica di militarizzazione della sanità. Cui prodest?
Non siamo ovviamente contrari, anzi auspichiamo controlli appropriati soprattutto se svolti da chi dovrebbe istituzionalmente eseguirli e non abbiamo mai coperto ne copriremo mai comportanti illeciti.
In un paese che a fronte di bisogni continuamente crescenti (vedi invecchiamento della popolazione) non può e/o non vuole mettere a disposizione risorse adeguate, il tema dell’appropriatezza in sanità deve riguardare obbligatoriamente tutti coloro che a qualunque titolo vi operano, ma rigettiamo l’idea che la qualità dell’atto professionale possa dipendere esclusivamente dalla valutazione di un solo determinante quale quello del farmaco.
Se così fosse – continua Falconi – certificheremmo che miglior medico è colui che si mantiene sotto i tetti programmati di spesa farmaceutica, magari anche spendendo molto in ricoveri e accertamenti diagnostici, indipendentemente dalla valutazione dei risultati che consegue in termini di salute per i cittadini.
Vorremmo per altro ricordare ai proprietari di farmacia (Federfarma) che al di là delle gratuite e sconsiderate offese rivolte ai medici e che non ci feriscono più tanto, i cittadini italiani non sono disposti, soprattutto se malati cronici, a cambiare il farmaco, che li soddisfa pienamente per la tutela della propria salute, magari anche con uno più costoso. E’ questo, per altro, uno dei maggiori problemi che i medici incontrano nella eventuale sostituibilità con i cosiddetti farmaci generici.
In ogni caso, come abbiamo sempre fatto - conclude Falconi - nei prossimi giorni sapremo reiterare le soluzioni più idonee e più appropriate per contenere i costi dell’assistenza senza recare danni ai cittadini e senza una campagna di “caccia alle streghe” che indubitabilmente consegue l’indiscutibile risultato di delegittimare il Servizio Sanitario Nazionale.