Mario Falconi scrive a Pier Luigi Tucci, Presidente della Federazione Italiana dei Medici Pediatri.
Caro Pier Luigi,
in merito alle notizie apparse sugli organi di stampa devo precisarti che, quando ho cominciato a parlare di "riequilibrio" tra le varie figure professionali mediche operanti nel territorio nelle primissime riunioni con la parte pubblica, alle quali anche tu hai partecipato, non intendevo certo, ne intendo, fare la guerra a nessuno.
Oltretutto non ho alcuna remora ad affermare che ho avuto sempre ottimi rapporti con te e con tutto il gruppo dirigente della tua organizzazione.
Come ricorderai ho sostenuto in maniera forte, chiara, e trasparente che tutti i medici di medicina generale, ai quali si chiede maggior impegno organizzativo, hanno avuto un carico di lavoro progressivamente crescente e che quindi hanno, giustamente, diritto ad incentivi economici "in parte mirati".
Questo non significa che le altre figure professionali non debbano avere i "giusti" riconoscimenti economici e il pieno rispetto della loro dignità professionale.
Ritengo sia di interesse generale programmare un incontro tra le nostre rispettive organizzazioni al fine di ragionare sugli assetti futuri di politica sanitaria territoriale, soprattutto in merito ad una vera ed efficace continuità dell’assistenza per tutti i cittadini italiani a qualunque età essi appartengano.
Il profondo rispetto che entrambi abbiamo per i medici italiani tutti, indipendentemente dal loro ruolo professionale, ci consentirà di trovare le soluzioni più appropriate.
Non siamo amanti della "guerra", anche se abbiamo dimostrato di saperla fare, siamo viceversa sempre pronti e disponibili a perseguire la "pace" molto più gratificante per tutti.
Con la stima di sempre per te e per tutti i medici pediatri aderenti alla tua associazione e in attesa di un tuo cortese cenno di risconto, ti invio cari saluti.
Mario Falconi
Caro Mario,
la storia del sindacalismo non è la storia di un fenomeno omogeneo. Nel corso di travagliate vicende, sotto le varie insegne sindacali, si sono raccolti e confusi elementi distinti e persino reciprocamente repulsivi. Associazionismo e individualismo, statalismo e federalismo, garantismo e liberismo del rapporto di lavoro, queste e altre tendenze ancora (difesa o attacco del SSN) si scontrano e si sono incontrate e scontrate nel movimento sindacale in generale, e medico in particolare, non solo oggi ma sin da quando esso cominciò a muovere i suoi primi passi come entità politico-sociale. Per altro, non mi è certo sconosciuto il fatto che in certe circostanze storiche impostazioni ideologiche diverse sono addirittura sfociate in una vera e propria guerra fratricida.
Ciò nonostante, tutti i sindacati medici, da sempre, si sono posti in antagonismo alla parte pubblica che, non a caso, si definisce controparte. Certo, per alcuni, tale opposizione, è solo nominale, tant’è che sembrano assomigliare a quel malato che si gira continuamente nel letto alla continua ricerca della posizione più comoda.
Ma venendo a noi, nel prendere atto di quanto mi scrivi, non posso, nonostante le dichiarazioni di principio e le buone intenzioni (di cui per altro è lastricata la nota strada), che risponderti che tra la FIMP e la FIMMG continuano ad esistere divisioni e contrapposizioni. I "modelli" di sanità che, attualmente, le nostre organizzazioni portano avanti risultano, allo stato, antitetici. Così come grande è la diversità dei modelli contrattuali che abbiamo elaborato.
Il profondo rispetto che nutro per i medici, e per i loro pazienti, mi porta a dirti che la FIMP non confonde il diritto alla stabilità ed al miglioramento di status ed economico, da mantenere ed estendere a tutti i medici convenzionati, con la cosiddetta riforma strisciante della sanità territoriale, né il tentativo di utilizzare il federalismo non solo come strumento di superamento del servizio pubblico ma come la sua distruzione.
Concordo con te sul fatto che "non siamo amanti della guerra", ma ti rammento che, come diceva Erasmo: "Aequalis non parit bellum", l’uguaglianza, ed io aggiungerei il rispetto, non produce guerra. Il contrario, non saprei dire!
Con la medesima stima ricambio i cari saluti.
Pier Luigi Tucci
Caro Pier Luigi,
credo che in Italia non ci sia nessuno che non sappia quello che la Fimmg ha fatto e continua a fare per la difesa e il rilancio del Servizio sanitario nazionale pubblico.
Condivido con te il rischio che stiamo correndo di una sua distruzione; già questo sarebbe stato un motivo sufficiente per metterci intorno a un tavolo e ragionare.
Registro con dispiacere che attualmente non hai ritenuto opportuno raccogliere l’invito al dialogo.
Quando vorrai, senza alcun problema, troverai sempre la porta aperta al confronto nel rispetto reciproco.
Buon lavoro e cari saluti.
Mario Falconi