Se prima ne avevamo il sospetto ora ne abbiamo la certezza: i migliori racconti di fantasia non si leggono sulle riviste e i siti specializzati ma su quello dello SNAMI.

Ritengo che il dottor Rossi avrebbe fatto meglio a tacere sulla storia pregressa dell’impegno sindacale nei confronti della Guardia Medica prima e della Continuità Assistenziale poi.

Se non mi è stato riferito male (io all’epoca non ero neanche nel sindacato) il 270/2000, che ha portato l’obbligatorietà per medico di Continuità Assistenziale dell’adesione alle Equipe territoriali (art 53 comma 11), è stato firmato anche dallo SNAMI e ha portato alla categoria ben 1713 lire lorde per ora.

Non parliamo poi di un accordo regionale dove il sindacato più rappresentativo soggiace ai veti di quello di minoranza . Mi risulta che se si è maggioranza poco importa del dileggio di chicchessia basta avere la volontà vera e forte delle proprie idee (il nuovo ACN ne è la prova).

Sarebbe più apprezzabile che il dottor Rossi anziché rivendicare esposti in procura per generiche proteste, facesse anche lui e la sua organizzazione, come altri hanno già fatto in più occasioni, un minimo di autocritica.

Per quanto riguarda la nuova convenzione lo Snami, durante tutta la trattativa, non si è mai preoccupato di presentare al tavolo una proposta che fosse una che riguardasse la Guardia Medica.

In merito poi l’affermazione che “ i rappresentanti FIMMG dovrebbero farsi un giro nelle postazioni in cui si lavora in condizioni al limite dell'umano”, comunico all’ineffabile dottor Rossi che si è espresso con inutile arroganza e solita disinformazione, che non solo facciamo da tempo il giro delle postazioni ma, al contrario di lui, lavoriamo regolarmente in “condizioni al limite dell’umano”.

Per quanto riguarda poi la situazione specifica di Milano richiamo memoria l’articolo pubblicato nella cronaca cittadina del Corriere della Sera del 28 febbraio 2005.

Dopo la lettera di protesta di un cittadino ed una vignetta ingiuriosa che rappresentava un medico di Guardia Medica che, staccato il telefono, dormiva e la nostra denuncia sul carico di lavoro mostruoso a cui i 12 colleghi della ASL Milano 1 erano e sono sottoposti, veniva diffusa questa dichiarazione:

«In media un medico risponde a 40 chiamate a turno - osserva la responsabile della Centrale operativa -. I problemi si presentano nei periodi di maggior diffusione dell’influenza. Come accade, del resto, anche per gli ospedali e per il pronto soccorso. In questi casi la popolazione deve avere un po’ di pazienza». E ………..: «In questo mese il numero 02-34567 è risultato spesso occupato per un guasto tecnico al centralino. Ma entro un mese avremo un nuovo impianto».

Mi pare che la soluzione prospettata sia sempre la solita: “campa cavallo che l’erba cresce”. Il comportamento dello SNAMI, fino ad allora sindacato maggiormente rappresentativo della regione Lombardia, fu di un’assordante silenzio.

Speriamo che questa tardiva ma utile presa di posizione non sia, come al solito, funzionale ad un uso momentaneo e strumentale dei problemi dei medici di guardia, ma che possa costituire un impegno serio (?) per mettere la parola fine ad una delle più vergognose situazioni di sfruttamento della sanità italiana.