CORTE CONTI: IPERPRESCRIZIONI NON È COLPA PROFESSIONALE
MA SEMPLICI IRREGOLARITÀ AMMINISTRATIVE


Roma, 26 mag. (Adnkronos Salute) - Le prescrizioni dei farmaci effettuate in eccedenza, rispetto alla quantità prevista dal piano terapeutico, non rappresentano per i medici colpa professionale. Non si tratta infatti di errori diagnostici o terapeutici, derivanti dalla mancata applicazione delle cognizioni generali e di scienza medica ma di "semplici irregolarità amministrative". A fare chiarezza in materia è la Corte dei Conti (sezione Liguria) con la sentenza 281 del 2006. Secondo la giurisprudenza, infatti, "la colpa professionale del medico è ravvisabile quando il comportamento del sanitario sia incompatibile con il livello minimo di cultura e di esperienza indispensabile per l'esercizio della professione sanitaria". Con questa sentenza la Corte dei Conti assegna quindi ai piani terapeutici il carattere di "indicazioni". La legge lascia così ai medici curanti che operano a diretto contatto con il malato un margine di discrezionalità nella valutazione degli indirizzi terapeutici provenienti dalle competenti strutture sanitarie, che consente loro di adottare le soluzioni terapeutiche che meglio si adattano al caso in esame.
(Fed/Adnkronos Salute) 26-MAG-06 12:08