CONFERENZA STAMPA
Roma 16 giugno 2006
ore 11,30
Salone del Palazzo Enpam, via Torino 38 - ROMA
Un voto contro la devoluzione, un voto per la sanità pubblica
Il Comitato “Solidarietà e Salute”, che riunisce le maggiori associazioni professionali, sindacali e degli utenti della sanità italiana, invita i cittadini a votare NO il 25 e 26 giugno prossimi, per cancellare una “controriforma” costituzionale che minaccia l’unità del Paese e soprattutto l’esistenza di un Servizio sanitario nazionale unitario.
Perché votiamo NO
Dal 1978, anno in cui si istituì il Servizio sanitario italiano con la legge 833, tutti i cittadini italiani sono titolari di un uguale diritto alla salute, garantito attraverso le strutture ospedaliere, i servizi ambulatoriali, e i medici in convenzione (medici di famiglia e pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali).
Oggi la riforma costituzionale, approvata a colpi di maggioranza nella passata legislatura, non dà ai cittadini italiani le stesse possibilità di cura nel momento del bisogno, in quanto assegna alle regioni la “potestà legislativa esclusiva” in materia di assistenza e organizzazione sanitaria. Ciò
significa che, se questa “controriforma” non verrà cancellata con il voto referendario, ciascuna Regione potrà definire regole diverse riguardo ai servizi sanitari offerti ai cittadini, sulla base di particolari orientamenti (per esempio in materia di salute sessuale e riproduttiva) e soprattutto a seconda delle disponibilità finanziarie locali.
Per cancellare questa riforma costituzionale il Comitato “Solidarietà e Salute” ha partecipato alla raccolta di firme per chiedere che fosse sottoposta al giudizio dei cittadini e ora invita i cittadini e gli operatori del sistema sanitario italiano a votare NO alla riforma che frammenta e aumenta le disuguaglianze nel Paese.
Noi crediamo che la tutela della salute dei cittadini, uguale in ogni parte del Paese, sia un fondamento irrinunciabile della democrazia italiana e che si debbano impiegare tutti gli sforzi per migliorarla, rafforzarla e renderla concretamente garantita e uniforme su tutto il territorio nazionale. Occorre lavorare per colmare le differenze tra Nord e Sud e non renderle invece definitive, dando spazio ad alcuni egoismi localisti.
Per realizzare la piena tutela della salute di tutti i cittadini italiani è necessario superare una visione secondo la quale la sanità pubblica non è altro che una voce di spesa, una “uscita” nel bilancio dello Stato, già tanto compromesso. L’assistenza sanitaria offerta ai cittadini è invece un formidabile strumento di coesione sociale e anche un importantissimo valore economico, fatto di ricerca, eccellenze scientifiche, rapporti con altri paesi europei ed extraeuropei, attraverso il quale l’Italia può crescere e svilupparsi. Ma tutto questo è possibile solo unendo le forze migliori del Paese e non dividendo le energie in recinti regionali.
Le proposte del Comitato nazionale “Solidarietà e Salute”
Le parole d’ordine del Comitato sono oggi più che mai attuali:
- Dare risposte certe e appropriate alla nuova domanda di salute con particolare attenzione alle malattie croniche e alla non autosufficienza.
- Garantire finanziamenti adeguati al fabbisogno voltando pagina rispetto alla storica sottostima del Fondo sanitario nazionale.
- Predisporre un nuovo Piano straordinario di investimenti per ammodernare la rete ospedaliera, costruire la rete di medicina territoriale, adeguare gli standard di personale e garantire una formazione adeguata agli operatori.
- NO alla devolution in sanità. SI ad una nuova articolazione dei poteri e dei compiti tra Stato e Regioni che garantisca universalità, equità e solidarietà al sistema sanitario italiano senza discriminazioni e divisioni geografiche o sociali.
Come nasce il Comitato “Solidarietà e Salute”
“Solidarietà e Salute”, Comitato per il sostegno e rilancio del Servizio sanitario nazionale, è nato nel 2000 per iniziativa dei maggiori sindacati medici ed ha poi raccolto numerosissime adesioni di associazioni e di singoli cittadini. Presidente del Comitato fin dalla sua fondazione è Michele Arpaia. Al centro dell’iniziativa del Comitato “Solidarietà e salute” c’è sempre stata la difesa del Ssn e dei suoi principi di unitarietà, uguaglianza dei cittadini nell’accesso ai servizi e solidarietà sociale. Proprio le minacciose prospettive di un processo di devoluzione, che avrebbe potuto generare 21 servizi sanitari regionali diversissimi tra loro e divisi tra ricchi e poveri, insieme alle preoccupazioni per il persistente sottofinanziamento del sistema hanno condotto alla creazione di questo organismo unitario.
Chi aderisce al Comitato “Solidarietà e Salute”:
Fimmg, Anaao-Assomed, Sumai, Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Federazione nazionale dei Collegi infermieristici (Ipasvi), Sindacato nazionale dei dirigenti ospedalieri (Snabi sds), Sindacato dei veterinari dipendenti pubblici (Civemp), Associazione Podologi, Comitato diritti dei Cittadini(Codici), Tribunale diritti dei malati (Tdm) oltre a numerosi cittadini, deputati e senatori.