ConfProfessioni: serve una riforma delle professioni seria e credibile.
No provvedimenti frettolosi e superficiali


La Confprofessioni, Confederazione che raccoglie 16 tra le principali associazioni delle Professioni Intellettuali italiane, tra cui la FIMMG, in questi giorni si è mobilitata per contrastare il Decreto Bersani che coinvolge anche alcune attività del Medico di Famiglia. Su una materia tanto delicata e proprio in nome della tutela dei cittadini nonché dei professionisti interessati, ci si sarebbe aspettato un coinvolgimento e un percorso di concertazione e non questo “colpo di mano”. Il nostro paese ha urgente bisogno di una riforma delle professioni seria e credibile, non un insieme di provvedimenti farraginosi che sviliscono le competenze professionali senza tutelare adeguatamente i cittadini, al di la di fumose parole. Sotto la pretestuosa bandiera di una fantomatica liberalizzazione il cittadino è stato ridotto a consumatore invece che detentore di diritti di cittadinanza, la consulenza professionale a mero prodotto e il professionista ad erogatore, trasformando la prestazione intellettuale a fornitura di servizi, senza affrontare in modo adeguato la complessità e il valore del rapporto professionista-cittadino che riguarda in molti casi beni non mercificabili come la salute, la giustizia, la reputazione, la sicurezza, ecc. In particolare il mondo delle Libere Professioni ha una articolazione che prevede ruoli e funzioni diverse e per certi aspetti innovativi. Gli Ordini, le Casse e le Associazioni. Gli Ordini con funzione di magistratura deontologica per la tutela dei cittadini, le Casse per la previdenza dei Professionisti, le Associazioni depositarie dei diritti di rappresentanza delle categorie professionali. Queste ultime in particolare rappresentano nuovi soggetti nel mondo delle libere professioni. Solo una forte azione unitaria di tutti questi protagonisti può sviluppare un percorso innovativo orientato alla realizzazione di una riforma delle libere professioni senza ricorrere ad interventi superficiali e di dubbia utilità, per lo sviluppo di tutto il settore e dell’intero paese.