Il collega Franco Del Zotti ci chiede chiarimenti sulla lettera inviata il 18 agosto scorso al magistrato Guariniello in merito al dossier sulla Nimesulide generica.
Riportiamo di seguito la sua mail e la nostra risposta.
Ho letto sul sito FIMMG (www.fimmg.org) una lettera di Falconi del 18 agosto, in cui comunica che invierà al magistrato Guariniello un dossier sulla Nimesulide generica. Anni fa la FIMMG aveva chiesto all'università di Perugia di analizzare una Nimesulide generica.
Perugia avrebbe trovato meno efficace quella polvere rispetto all'atteso (o rispetto ad altre polveri di marca?).
Non mi sono chiari i risvolti di questa vicenda. Chiedo comunque a Falconi:
- sono state analizzate tutte le ricadute di questa presa di posizione FIMMG sull'immagine e sul mercato dei generici?
- qual'è l'idea della FIMMG non su quella Nimesulide-buste, ma sui generici?
- immagino che Falconi sappia che molte FIMMG provinciali stanno in questi mesi stipulando Patti con le USL per aumentare la proporzione di generici.
Inoltre, confesso che mi fa un certo effetto vedere associata la FIMMG alle crociate di Guariniello.
Penso che sia a questo punto utile ricevere in lista l'autorevole parere di Corongiu; ma forse è ancora meglio leggere una 2° lettera di ulteriori chiarimenti di Falconi sul sito Fimmg.
Ciao, Franco Del Zotti
Caro Franco,
ti ringrazio per le domande perchè mi dai l'opportunità di esprimere il "Fimmg-pensiero" su un argomento piuttosto delicato.
Siamo stati in prima linea nel nostro paese "a promuovere" i farmaci generici.
Non solo vanno prescritti, ma bisogna operare per cercare di arrivare a percentuali di prescrizione più vicine ad altri paesi avanzati d'Europa.
Vorremmo, però, essere sempre garantiti al 100% del massimo della qualità possibile dei generici immessi in commercio di qualunque marca.
Non ci piacciono le informazioni "ambigue" soprattutto quelle che tendono ad accreditare l'idea che tutti i farmaci in commercio sono "perfettamente uguali" al prodotto biffato. (Perchè non ci sono in commercio farmaci generici di digitale o di cumarinici?).
Non ci piace nemmeno il fatto che il farmacista non sia obbligato a dispensare al paziente, in assunzione cronica, sempre lo stesso farmaco generico.
Abbiamo sempre operato con grande senso di responsabilità tanto è che tre anni fa nulla usci sulle indagini della Fimmg Roma per mio esplicito desiderio onde evitare ricadute negativi sul mercato dei generici; tra l'altro il Ministero, allora, pur negandoci l'accesso agli atti, scrisse espressamente che andavano fatti controlli più puntuali e rigorosi.
Solo adesso e dopo aver letto sulla stampa di indagini del Procuratore Guariniello su percorsi autorizzativi "poco virtuosi" in alcuni ospedali e università, propedeutici all'immissione in commercio dei farmaci, ho ritenuto doveroso mettere a disposizione anche le nostre indagini.
Non va per altro sottaciuto il fatto, non secondario, che, come sempre, la medicina generale che si era permessa di "mettere il naso" in faccende non ritenute di sua pertinenza, non è stata tenuta in nessuna considerazione, altrimenti non ci sarebbero state, probabilmente, le indagini della Procura di Torino.
In ogni caso ritengo che facciano benissimo le Fimmg provinciali a stipulare patti con le Asl per incrementare la prescrivibilità dei farmaci equivalenti.
Non è mia intenzione ingigantire la polemica, per ovvi motivi, anche se, dalle nostre indagini di tre anni fa, emersero varie incongruenze che furono in parte rapidamente rimosse.
Se fossi interessato ad ulteriori informazioni, scrivi pure a Pier Luigi Bartoletti, Segretario provinciale della Fimmg Roma, che fu il promotore della nostra indagine.
Saluti cari
Mario Falconi