Il Sole 24 Ore Sanità
n. 37 - 26/09-2/10/2006
Mario Falconi si ricandida alla guida della Fimmg e anticipa il suo Manifesto per risollevare le sorti del Servizio sanitario

«Contro le fragilità s'investa sui medici di base»

Occorre incoraggiare i capitali privati - Il futuro? Le Utap o le Case della salute - Otto in pagella al ministro Turco
di Manuela Perrone e Roberto Turno

Fiducioso sul futuro del territorio, benevolo nei confronti del ministro della Salute e fortemente preoccupato per le fragilità (anziani, cronici e non autosufficienti) che minano la tenuta del Ssn. Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia, scopre le carte alla vigilia del 59° congresso della Federazione, in programma a Villasimius dal 2 all'8 ottobre. E assicura: «Questo sarà il mio ultimo mandato».

Di quante risorse ha bisogno la Sanità nel 2007?

Siamo nell'ordine dei 100 miliardi di euro. Se non ci sono, l'onere del sottofinanziamento continuerà a scaricarsi sui cittadini, in maniera non dichiarata.

Si aumenta la fiscalità generale? Questo Fondo per la non autosufficienza si fa o non si fa? E se si fa con quali soldi? Qui se uno ha la disgrazia di avere in famiglia un autosufficiente diventa povero. Ne prendiamo atto o no? Ma il Fondo per l'autosufficienza ci vuole?

Io non sono per i Fondi dedicati, perché vanno a intaccare il concetto di solidarietà. Ma il problema è talmente urgente che se poi lo risolvessero con un Fondo dedicato piegherei la testa. La mia preoccupazione, però, è che poi si scatenino le richieste di Fondi da parte di tutti i settori che ritengono di non essere sufficientemente tutelati.

Che fare allora per la non autosufficienza, che è poi uno dei temi del vostro congresso?

È il tema: la vera urgenza di questo Paese è il grande capitolo delle fragilità, che oggi vive situazioni drammatiche, per ora attenuate soltanto dal fatto che molte famiglie ancora reggono e che paghiamo le badanti ancora a prezzi accessibili. Noi proponiamo le stesse cose da anni: un po' più di soldi, non tanti; creare corsie preferenziali per fare in modo che il capitale privato abbia interesse a investire nel pubblico; una reingegnerizzazione rapida del sistema. Non c'è alcuna possibilità che il Lazio, la Campania e la Sicilia si salvino se non fanno un piano strutturale vero, oltre che andare a battere cassa al ministro dell'Economia. Il Governo ha ragione quando chiede piani seri. Dobbiamo ridurre drasticamente i posti letto ospedalieri, far funzionare full time quelli che ci sono, organizzare il territorio per 24 ore e valutare tutti: da Falconi all'ospedaliero, tutti devono essere premiati se lavorano bene e cacciati se lavorano male.

Come trovare capitali?

Io ho un'idea: perché l'Enpam, che mette sul mercato tanti miliardi cash e non li deve investire ad alto rischio perché garantisce pensioni, non si fa promotrice di una cordata di soggetti privati che investono in Sanità? Un esempio: la casa della salute. Visto che il Ssn non ha liquidità, potrebbe occuparsene l'Enpam garantendosi il giusto reddito per poi pagare le pensioni. Lo sto dicendo dall'epoca della Bindi: se non coinvolgiamo il capitale privato nel pubblico, il pubblico da solo non ce la farà.

Il Mmg si candida per gestire le fragilità?

Sì, se qualcuno ci mette in condizione di farlo. Il ministro Turco mi ha promesso, e lo sta facendo, di far nascere una commissione ministeriale sulle cure primarie e l'integrazione sociosanitaria, propedeutica alla costituzione di un Dipartimento. Chi fa interventi sociali deve consultarci. Oggi noi siamo gli unici ad avere il polso delle famiglie italiane: svolgiamo il ruolo che un tempo aveva mio padre, che era un carabiniere. La Turco l'ha scritto nel suo New Deal... Lì ha preso un impegno ben preciso. Sono molto speranzoso.

Per restare sui temi economici, i ticket servono?

I ticket sono giusti quando il territorio funziona: se un mio paziente, a cui riesco a fare un'ecografia in tempi rapidi, vuole andare comunque al pronto soccorso, trovo corretto che paghi un ticket. Ma il ticket è odioso in un sistema non governato: è scorrettissimo quando il povero cittadino, non potendo avere l'ecografia, si sottopone alle forche caudine di un pronto soccorso, fa una fila di cinque ore e poi deve pure pagare il ticket.

L'assistenza h24 è il leit motiv della vostra convenzione. Ma a oggi solo nove Regioni hanno siglato gli accordi regionali, per giunta non particolarmente innovativi. Che succede?

Viviamo in Italia. Questo è un popolo di poeti, santi, navigatori e caciaroni, che stenta a mettere a sistema alcune cose. Ci vuole tempo. Ma non c'è dubbio che sia iniziata un'epoca di non ritorno, che sia partita la riorganizzazione di tutta l'assistenza primaria, che siano aumentate le Utap. L'h24 è un processo irreversibile.

L'Utap è superata dalla Casa della salute proposta dalla Turco?

No, sono la stessa cosa. Ma non esiste un modello che possa essere esportabile in tutta Italia. E bisogna tener presente che i 50mila studi dei medici di famiglia sparsi per l'Italia sono una grandissima risorsa. Guai a toccarli. Poi in alcune piccole realtà ci può essere l'Utap o la Casa della salute, in cui ci siano tutti i Mmg, laboratori, diagnostica di base, infermieri e in cui i cittadini vadano dal proprio medico. In altre realtà, come Roma, è impossibile che io vada a lavorare nella Casa della salute, ma posso immaginare di lavorare in parte insieme ad altri, in un luogo che faccia diagnostica di base. Bisogna però fare in modo che gli ospedali riducano i loro posti al minimo e che lavorino anche loro h24. Un'azienda ospedaliera che lavori 5-6 ore al giorno, come un'azienda territorio, non è un'azienda.

Come vanno i rapporti con gli ospedalieri? Per qualche tempo è sembrato scoppiare un idillio, ma poi?

Sono assolutamente buoni. Quando c'è da occupare certe posizioni è quasi fisiologico qualche malumore. Ma il segretario dell'Anaao è una persona ottima. Condividiamo il progetto di un Ssn solidale ed equo. Nelle loro tesi scrivono praticamente le cose che ho scritto io, insieme con Aldo Pagni, nel Manifesto che presenteremo al congresso. Anche loro sono convinti che bisogna avere una Sanità di qualità in tutti gli ambienti e ospedali in numero appropriato.

E in Fnom come si sta con un presidente ospedaliero?

Vale lo stesso discorso. E poi Amedeo Bianco è presidente perché a un certo momento della storia prima delle elezioni, io accettai che Roma contasse quanto Rieti e decidemmo di mettere in un'urna i nomi senza tener conto del peso elettorale. Per la prima volta riunii all'Enpam tutti i componenti del Comitato centrale, facemmo un patto d'onore e andarono a votare all'unanimità tutte le cariche. Ora si sta bene, anche i medici rigovernano e non sono più un po' ostaggio del mondo odontoiatrico.

Si ricandida a segretario Fimmg?

Sì. Sono segretario dal 1996. Il prossimo sarebbe il mio quarto mandato.

Ma il ricambio non avviene?

Me lo auguro presto: il desiderio di lasciare e ricoprire un altro incarico c'era, ma questa è una fase storica in cui c'è bisogno di un segretario "accreditato", perché quando si assume una carica passa del tempo prima di raccordarsi con il mondo esterno ed essere riconosciuto autorevole. Questa non è la fase del passaggio del testimone.

Sta dicendo che questo è il suo ultimo mandato?

Sicuramente sì.

E che farà da grande? Il presidente dell'Enpam?

Questo non lo so, potrebbe essere nelle cose. Ma sia chiaro: lunga vita a Eolo Parodi.

E non farà più il medico?

Il medico continuerò a farlo, come ho fatto stamattina.

Per il nuovo coordinatore della Sisac, Franco Rossi, prima di riprendere la trattativa per la nuova convenzione vanno valutate le esperienze avviate sul territorio. È d'accordo?

Sono andato a fargli visita pochi giorni fa e abbiamo concordato sul sostegno pieno al Ssn. Da lì bisogna partire. Se per fare meglio occorre un monitoraggio ben venga. La Sisac in fondo è anche un osservatorio.

C'è già una bozza di piattaforma?

No. Al momento noi abbiamo un'emergenza previdenziale: col precedente Governo c'era un accordo di massima perché ci rimborsasse uno 0,5% annuo, visto che la medicina generale ha il contributo previdenziale più basso (il 15%). Tenendo conto dell'allungamento della vita media e della gobba che ci sarà, è a rischio il Fondo. O, meglio, la stabilità delle pensioni.

Come è stato l'esordio del Governo nei vostri confronti?

Ha pesato molto il decreto Bersani. Il Governo in campagna elettorale ha teorizzato la concertazione e poi ha emanato un decreto d'urgenza senza consultare nessuno. L'esordio non mi è piaciuto per niente, sia come metodo ma anche, in parte, nel merito. Poi c'è stata qualche correzione, come sulla pubblicità. Combatterò sempre tutti coloro che pensano di equiparare la tutela della salute a un mercato, un paio di scarpe, un bene di consumo.

Che voto dà al ministro Turco e ai suoi primi mesi di Governo?

Le do un bell'8. Non l'ho mai fatto in tutta la mia carriera sindacale. Ma lo merita una che esordisce annullando quella norma cialtrona che consentiva a un parlamentare di diventare direttore generale di Asl e ospedali. La Turco ridà dignità al primato della politica, dopo che siamo passati attraverso ministri tecnici o presunti tali, e merita un voto alto. Che per certi versi è una fregatura, perché io ho molte aspettative. Mi aspetto che svolga una funzione di garanzia per i cittadini italiani, e non per quelli veneti, romagnoli, laziali eccetera. Io sono fiducioso.