L’INTERVENTO DI MARIO FALCONI AL 16° CONGRESSO NAZIONALE
DELLA SIMG
Oggi venendo qui mi
sento a casa. La Simg ha operato bene in questi anni, ultimamente qualcuno ha
cercato di strumentalizzare l’accreditamento con l’ironia del bollino blu.
Accreditamento vuol dire rivedere sempre il nostro curriculum formativo dando
efficacia alla formazione permanente.
Occorre rivedere
anche il percorso formativo a livello universitario dei presidi delle facoltà
che oggi vogliono dimettersi. I presidi universitari dovrebbero riflettere sul
fatto che dai loro corsi non escono medici preparati a svolgere il compito di
medici di famiglia.
Dobbiamo dare
contenuti seri al biennio di formazione imponendo il nostro ruolo nel percorso
formativo.
Dopo il fallimento
della politica statunitense, che proponeva le super specializzazioni d’organo,
i nostri politici propongono una suddivisione dei pazienti per ordine di età,
prevedendo una specie di staffetta fra specialità, pediatri, adolescentologi,
geriatri.
Accreditamento è
formazione permanente in un momento difficile del rapporto medico paziente, in
cui il medico è sempre additato come il colpevole in qualsiasi caso. Noi medici
abbiamo il dovere di recuperare l’orgoglio della nostra professione.
Insieme Fimmg e Simg
porteranno avanti questi discorsi, mantenendo contatti più assidui.
Sabato ho avuto un
incontro con Anzalone e Messina dello Snami, i quali, pur avendo idee diverse,
concordano con noi sulle proposte per quanto riguarda il distretto e il medico
di famiglia. Andremo pertanto a un tavolo congiunto per le trattative del
rinnovo convenzionale.
Ma il Paese deve fare
ancora grossi passi. La politica italiana è attualmente una politica con la “p”
minuscola che genera il burocrate. Con la riduzione dei ministeri e il declassamento
del Ministero della Sanità, che noi non approviamo, entreranno in campo altri
50 super burocrati.
Noi formiamo i nostri
quadri, ma chi forma i vostri politici? Al corso della Scuola Quadri di
Montecatini, tenuto poco tempo fa, abbiamo proposto un corso di formazione
congiunto per quadri sindacali e dirigenti d’azienda sanitaria. Abbiamo
lavorato molto sulla convenzione ma non abbiamo trovato riscontro nella parte
pubblica.
Prova ne è che il
dott. Martini, dopo aver rallentato più volte il prosieguo della trattativa, ha
lasciato l’incarico all’assessore dell’Umbria.
La settimana prossima
speriamo di avere le proposte della parte pubblica. Se qualcuno ancora
ritarderà l’accordo, la risposta sarà molto dura.