COMUNICATO STAMPA

IL TESTO DELL'ACCORDO(file zip)

FIRMATO L'ACCORDO REGONALE PER I MEDICI DI FAMIGLIA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Trieste, 30 ottobre 2002.

  E’ stato firmato in data odierna l’accordo regionale dei medici di medicina generale della regione Friuli Venezia Giulia, alla presenza dell’Assessore Valter Santarossa e dei Segretari dei Sindacati  Medici maggiormente rappresentativi, FIMMG , SNAMI, SIMET e continuità assistenziale, nella persona rispettivamente del dott. Sergio Lupieri, del dott. Giuseppe Vetri, del dott. Pierluigi Navarra e della dott.ssa Marina Mazzero.L’accordo integrativo regionale deve realizzare i livelli assistenziali aggiuntivi previsti dalla programmazione regionale rispetto a quelli dell’accordo collettivo nazionale, potendo così implementare le potenzialità professionali dei medici di famiglia, e parallelamente le opportunità assistenziali per i cittadini, in termini di maggiori servizi resi, di una più elevata qualità professionale, di una maggiore integrazione di assistenza. Noi riteniamo che oggi come oggi sia necessario più di ieri da parte della nostra Regione unforte investimento normativo ed economico nel territorio, ma soprattutto nella medicina generale, se realmente si vogliono risolvere le gravi difficoltà strutturali del sistema. E ciò non solo per il gradimento riservato ai medici di famiglia di questa regione dai cittadini, ma soprattutto per ladisponibilità e per la capacità che la nostra categoria ha di fungere da elemento regolatore equilibrato delle dinamiche anche economiche del sistema stesso. Noi crediamo che l’obiettivo comune di tutti coloro che a qualunque titolo operano nel Servizio Sanitario Regionale, debba essere il perseguimento della qualità nel pieno rispetto del binomio costo efficacia. Non è immaginabile che si possa dare centralità alla figura del medico di famiglia, senza rilanciarla normativamente ed economicamente, al fine di consentirle di poter esprimere pienamente ed in modo professionalmente indipendente tutte le proprie potenzialità. Investire sul medico di medicina generale è il migliore investimento che la Regione possa fare per il Servizio Sanitario Regionale, in termini di maggiori risultati sulle problematiche più attuali quali le liste di attesa, l’appropriatezza prescrittiva, la razionalizzazione delle risorse, la maggiore efficacia ed efficienza delle cure, l’ottimizzazione delle varie prestazioni e l’integrazione tra le varie professionalità. Occore soprattutto che venga consentito alla medicina di famiglia di poter riaffermare con forza il proprio ruolo di soggetto di riferimento di tutti gli attori coinvolti.  In questa direzione, di concerto con la parte pubblica, abbiamo concordato e condiviso un accordo Regionale, che si articola in due momenti: un progetto basato sulla prevenzione, ed un progetto basato sul paziente multiproblematico. Si tratta di due obiettivi principali  strategici che la Regione intende perseguire in relazione alle cure primarie, e precisamente:

  -l’attuazione di programmi di prevenzione primaria e secondaria, come da PIMT e PSN.

  -la continuità delle cure attraverso la “presa in carico, da parte del medico curante e del Distretto, di tutto il percorso del   cittadino, con particolare riguardo ai soggetti con patologia cronica, disabilitàe fragilità.”.

  In relazione al primo obiettivo, l’accordo contempla il ” progetto  screening cervice uterina”, il “Progetto vaccinazione antinfluenzale”, ed il “counseling antitabagico”. Per quanto concerne il secondo obiettivo, l’accordo riguarda l’assistenza ai malati multiproblematici che necessitano di interventi medici, infermieristici, e socio assistenziali, caratterizzati dal precipuo ruolo che, in essi assume il medico di medicina generale, quale figura di riferimento.

  Pertanto: 

-la presa in carico ed il potenziamento dell’ADI.

 -la semplificazione delle procedure di esenzione per patologia specifica antiipertensiva e diabete.

 -  il miglioramento dell’appropriatezza dell’AFIR.

-la partecipazione alla dimissione protetta dalla struttura ospedaliera.

 -il miglioramento dei rapporti con le altre figure del comparto, attraverso una maggiore integrazione tra le varie figure professionali, a livello di UVD, ADI, ed equipe territoriale, secondo una condivisione di percorsi diagnostici e terapeutici, tramite l’applicazione di linee guida concordate e condivise a livello distrettuale.

 -disponibilità telefonica di due ore al giorno in una fascia oraria dalle 10 alle 15, da concordare con il distretto, per essere in rete con gli altri operatori sanitari, distretto, 118. pronto soccorso, emergenza, riguardo i pazienti multiproblematici.

 -cartella dell’utente da tenere al domicilio del paziente inserito nel progetto.         

 Inoltre è stato rivisitato tutto l’articolato della Convenzione Nazionale, per quanto riguarda le voci che rimandano ad accordi regionali, normando e mettendo a regime tutti i tavoli istituzionali, quali Comitato Regionale, Comitato di Azienda , ed Ufficio di coordinamentood delle attività distrettuali (UCAD), con la figura del medico membro di diritto e dei due medici di medicina generali delegati su base elettiva. 
Deburocratizzazione, per facilitare percorsi al cittadino e semplificare l’attività del MMG, ambiti territoriali, rapporti MMG-ospedale, associazionismo, zone disagiate, e la realizzazione di un osservatorio regionale per l’appropriatezza, momento qualificante per individuare strumenti, metodologie per la valutazione del raggiungimento di obiettivi di appropriatezza correlati all’utilizzo dei diversi regimi assistenziali. Si è creato anche un tavolo di lavoro per lo sviluppo delle cure primarie, per condividere linee di lavoro ritenute irrinunciabili in una logica di appropriatezza e di miglioramento progressivo degli interventi rivolti a minimizzare i rischi per la salute, e predisporre una rete di assistenza, efficace per le persone con esiti di malattie cronico degenerative, ed una rete di aiuto per i soggetti deboli.

  L’accordo ha validità fino all’entrata in vigore del nuovo Accordo collettivo nazionale. Il progetto AIR, ha invece validità annuale, e verrà sottoposto a verifica, secondo quanto già concordato. L’Assessore si impegna a reperire le risorse necessarie a mantenere in atto il progetto stesso,fino all’entrata in vigore del nuovo ACN.

 Il progetto AIR è su base volontaria .