GRAVIDANZA: TROPPE ANALISI INUTILI PER ANSIA FUTURI GENITORI

Napoli, 9 nov.(Adnkronos Salute) - I genitori italiani sono troppo ansiosi gia' prima della nascita del bebe': fanno troppe analisi 'inutili', alimentando cosi' il business della diagnostica prenatale, senza un vero vantaggio per la salute di mamma e bambino. A mettere in guardia contro i controlli esasperati e' il presidente della Societa' italiana di neonatologia (Sic), Franco Macagno , a margine del primo Media Forum della Sic, in corso a Napoli. Le italiane, secondo l'esperto, fanno troppe ecografie, anche una al mese, che ''non servono a nulla - spiega Macagno - quando la gravidanza e' normale. In Svezia e Norvegia se ne fanno due, al massimo tre, nel corso dei 9 mesi''.

Ed e' questa l'indicazione 'tecnica' della comunita' scientifica internazionale. L'esperto non sconsiglia gli esami a chi ne ha veramente bisogno.''Nel caso di distacco della placenta o di altri problemi, se ne possono fare anche diverse al mese. Ma il consiglio e' quello di non spendere soldi per procedure che non possono dare garanzie sulla salute del bimbo''. Non bisogna esagerare nemmeno con le amiocentesi. ''Si deve ricordare alle future mamme - aggiunge l'esperto - che questo esame e' utile solo nei casi indicati: per le donne di oltre 35 anni , per quelle con familiarita' per malattie genetiche o con problemi evidenziati nell'ecografica. Inoltre puo' prevedere solo una particolare 'fetta' di patologie, quelle cromosomiche, come la sindrome di Down e altre trisomie. Non prevede, per esempio, le malattie metaboliche''.

Il maggiore rischio e' quello di alimentare un mercato, soprattutto quello privato, della diagnostica che serve solo a 'rassicurare' i genitori in ansia. Questa 'battaglia' ha gia' un precedente, ricorda Macagno, quello dei check-up in pediatria. ''Qualche anno fa - conclude l'esperto - prima della scuola le mamme chiedevano spesso un controllo generale del sangue per i loro figli. Un metodo che, oltre a rappresentare una spesa superflua, e' scientificamente sbagliato''.